Il Tirreno

«Date una mano a mio figlio Denis»

«Date una mano a mio figlio Denis»

MONTIGNOSO. L’estate scorsa Giovanni Diamanti aveva fatto lo sciopero della fame: il sottufficiale della Marina in pensione aveva deciso di non mangiare perché i servizi sociali non volevano...

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MONTIGNOSO.

L’estate scorsa Giovanni Diamanti aveva fatto lo sciopero della fame: il sottufficiale della Marina in pensione aveva deciso di non mangiare perché i servizi sociali non volevano concedergli due ore al giorno di assistenza per il figlio disabile che stava arrivando per passare qualche giorno di vacanza col genitore. A risolvere la situazione era stato il Tirreno e il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni. Prima delle feste pasquali Diamanti si è trovato nella stessa situazione, ma stavolta nessuno ha potuto fare niente per aiutarlo. E i risultati si sono visti. Il figlio ha avuto una crisi, sono intervenuti i carabinieri e il ragazzo è stato ricoverato al centro di igiene mentale.

La storia del sottufficiale ha commosso un po’ tutti. Il suo Denis, 17 anni, trascorre al Cinquale pochi giorni all’anno per visitare la tomba della madre (morta di tumore giovanissima) e stare un po’ col babbo. Denis ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 perché è affetto da una malattia rara: la sindrome di Klinefelter. Giovanni aveva chiesto una mano anche stavolta: «Non è semplice stare sull’attenti giorno e notte, tutte le volte che viene per me è una fatica immane». E infatti in più occasioni Denis si è allontanato. L’estate scorsa i servizi sociali pensando di venirgli incontro gli avevano offerto una persona per un’ora al giorno. Gli avrebbe dato una mano con le pulizie di casa. Giovanni si era risentito. E ha iniziato la sua battaglia. Stavolta la storia era un po’ la stessa. Rispetto ad agosto però niente lieto fine.

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