Sicurezza
Ugolotti (Pd): «Ha vinto la discontinuità»
MASSA. Il primo dato che colpisce, politicamente significativo, è quello del numero dei votanti: 11.468 quasi il doppio (5803) della sfida Bersani -Renzi del novembre scorso e soprattutto vicino ai...
MASSA. Il primo dato che colpisce, politicamente significativo, è quello del numero dei votanti: 11.468 quasi il doppio (5803) della sfida Bersani -Renzi del novembre scorso e soprattutto vicino ai nemmeno 16mila voti raccolti da tutte le forze del centrosinistra alle lezioni del 24 febbraio scorso per la Camera.
Le primarie, lo strumento usato per la prima volta a Massa per scegliere un candidato a sindaco, hanno risvegliato l’interesse dei cittadini, la voglia di partecipazione, e ridato la carica per le comunali al centrosinistra. Il tutto grazie, va detto, anche ai cinque pretendenti che hanno condotto una campagna elettorale serrata quanto corretta.
«Certo l’affluenza record è un dato significativo ma lo è anche, politicamente, il fatto che queste consultazioni alla fine marcano nettamente la discontinuità con la precedente amministrazione», commenta Cesare Ugolotti, segretario del Pd che guarda già alle comunali del 26 maggio dove il centrosinistra per vincere dovrà superare l’ascesa dei grillini e rintuzzare anche le ambizioni dei pucciani che hanno schierato l’assessore al sociale Gabriela Gabrielli.
Volpi ha ottenuto il 32% dei voti contro il 24% di Ceccotti. Su una stessa linea, tra il 14 e il 16% non molto distanti, gli altri tre candidati: Fabio Evangelisti, Lara Venè e Emanuele Bertocchi.
Al ballottaggio dunque un esponente del Pd come Ceccotti, assessore provinciale, e un indipendente come Volpi che però viene da cinque anni di assessore con Roberto Pucci. La partita del ballottaggio si gioca il 14 aprile: apertissima.
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