Lutto
Messina, indietro tutta: riportata in porto
Il comandante del rimorchiatore si è accorto che le funi di traino si erano ingarbugliate
CARRARA. Falsa partenza, è proprio il caso di dirlo, per la nave traghetto “Messina”, che evidentemente non vuole staccarsi dal “cordone ombelicale” di Nca. Sarà ricordata a lungo l’ultima nave nella storia ultrasettantennale dell’azienda carrarese. Dopo i tira e molla per concluderla, una volta pronta e partita, è dovuta tornare indietro. E già oggi, al massimo domani, sarà riportata in bacino di Nca.
Secondo quanto ricostruisce Stefano Pacciani, l’avvocato amministratore delegato di Nca, in sostanza è accaduto che sabato regolarmente il traghetto è stato condotto all’esterno dello scalo mercantile carrarese, dove i piloti del porto hanno fatto il passaggio di consegne al rimorchiatore specializzato che doveva condurlo a Messina, per le prove vere e proprie prima di essere immesso in servizio e fare la spola fra le due sponde dell’omonimo stretto per conto delle Ferrovie. Ma ad alcune miglia all’esterno del porto, il comandante del rimorchiatore si sarebbe accorto che le funi di traino (la nave Messina era senza equipaggio e a motori spenti) si erano “ingarbugliate” con l’apparato propulsivo sotto lo scafo. Il rischio, andando avanti, era di provocare un danno ingente; da qui la decisione, presa a tarda ora, di fare indietro tutta, riportare la Messina in porto (ieri era in banchina), e da qui in bacino, dove saranno fatte le verifiche prima di riprogrammare un’altra partenza. Sperando che sia quella buona.
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