La manifestazione
«Andrea, tieni duro, ti aspettiamo»
Ancora angoscia per il giovane rapito in Siria, la solidarietà su Facebook
MASSA. Ancora ore di ansia, di attesa snervante di notizie che non arrivano. Andrea Vignali, il giovane documentarista massese rapito – o forse solo “fermato” – in Siria – assieme ad altri tre reporter italiani è tuttora nelle mani di un gruppo di ribelli anti regime, ritenuti tra i più vicini all’estremismo islamico di marca alquaeddista. Le notizie diffuse in queste ultime ore parlano di un rilascio imminente, dalla Farnesina traspare un senso di fiducia sull’esito positivo della vicenda, ma l’incertezza è tantissima.
La famiglia Vignali: il padre Renato, la madre Marinella e la sorella minore Serena sono chiusi nella loro abitazione di via Carducci. Non parlano, son costantemente in attesa di notizie dal ministero degli Esteri.
Intanto su Facebook, amici e conoscenti riempiono di messaggi di incoraggiamento il profilo di Andrea.
“Andrè, ma che storia è questa te lo do io il documentario”; “Ti aspettiamo a Massa a braccia aperte per mangiare insieme i testaroli”; “Avanti da me e da tutta la casa rossa occupata”; “Sono incredula davanti ad una edicola ti abbraccio forte”; “Un augurio a tutta la troupe torna a casa presto. Ti Aspettiamo”. “Tieni dura dura”: questi alcuni dei messaggi lasciati nella sua bacheca.
Vignali, 34 anni, vive a Roma da oltre 7 anni e collabora con trasmissioni come Report e Le Invasioni barbariche (per quest’ultima ha realizzato come grafico la sigla iniziale assieme a Gipi). Ma ha lavorato anche nella nostra zona. Realizzando, tra l’altro, nel 2009, un documentario sui cavatori della cooperativa di Levigliani che si ribellarono ai loro “padroni” e si misero in autogestione. Un’opera a quattro mani, assieme al versilieseFederico Stagi, portiere della squadra di hockey di Forte dei Marmi, campionato di seria A, ma anche film-maker e autore di documentari.
«Sono in contatto con i familiari di Andrea sin dal giorno del rapimento - spiega al telefono Federico Stagi - oggi si parla di una situazione di stallo, in attesa di nuove notizie. Ma certo finché Andrea e gli altri non torneranno in Turchia, paese da cui è partita la loro missione, o addirittura a casa l'angoscia continuerà a essere tanta». Del rapimento Stagi ha saputo dalla tv nella serata di venerdì: da allora l’atleta è stato in pena per il collega.Stagi racconta di aver parlato con Andreai il giorno prima che partisse per la Siria: «Era tranquillo, almeno come si può esserlo prima di iniziare un’avventura in un teatro di guerra. Ma lui questo mestiere lo fa da anni e ha detto di essersi organizzato con i colleghi. Poi sono arrivate le notizie dalla Siria: spero che tutto si risolva al più presto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
