Il Tirreno

Venè, il dirigibile e gli occhi di Bertocchi

di Manuela D'Angelo
Venè, il dirigibile e gli occhi di Bertocchi

Aneddoti e curiosità di una campagna elettorale intensa, passata fra la gente, raccontati dai cinque protagonisti

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MASSA. È stata una campagna elettorale seria, corretta, mai fuori dalle righe, una competizione tra persone preparate e personalità eccellenti.

È questo il pensiero che unisce tutti e cinque i "diplomatici" candidati alle primarie di centro sinistra, Alessandro Volpi, Lara Venè, Domenico Ceccotti, Emanuele Bertocchi e Fabio Evangelisti, impegnati oggi nel giorno più importante, quello del voto.

Vero è che la campagna per le primarie, svolgendosi tra soggetti di una "stessa famiglia", non poteva essere troppo aggressiva, né caratterizzata da eclatanti colpi di scena. Però qualche chicca i candidati ce l'hanno regalata, ad esempio in tanti, soprattutto all'interno del Partito Democratico, si chiedono ancora quanto abbia speso Lara Venè, per affittare il grande dirigibile bianco (vero, o fotomontaggio?) che ha volato su Massa per tutta la campagna elettorale, spostandosi ogni giorno in un luogo diverso, dal comitato elettorale, al castello Malaspina, davanti a Palazzo Ducale, ripreso in un video amatoriale che sta spopolando su You Tube.

«Il dirigibile? Crediamoci, come suggerisce il mio slogan- commenta Lara Venè- . A parte gli scherzi, è stata una campagna entusiasmante; ho trovato una città molto attenta alle cose concrete, che non ha più voglia di sentire i libri dei sogni, stufa dei discorsi. Un po' come sono io. E ho trovato tante persone che mi hanno sostenuto e apprezzata. Un aneddoto? A Lavacchio, una anziana signora amica di famiglia, vedendo i miei manifesti elettorali davanti alla chiesa, perché lì avevo incontrato i cittadini grazie a Don Giorgio Locatelli, ha pensato fossi deceduta. 'Tanto brava quella ragazza', diceva davanti al manifesto. C'è voluto un po' per farle capire che era un cartello elettorale. Vabbè, spero mi abbia allungato la vita».

Si sono divertiti con grafica e slogan, anche i ragazzi di Emanuele Bertocchi, che ha prestato il cognome alla immediata rima "Apri gli occhi e vota Bertocchi": «Non credevo diventasse un tormentone in questa misura. Mi sono fidato delle giovani generazioni- rivela il diretto interessato- ; io capisco poco di questa comunicazione che passa da twitter, Facebook, internet, insomma largo alle nuove generazioni. Però lo slogan se lo ricordano tutti, vuol dire che ha funzionato. 'Eccolo è lui quello degli occhi' mi hanno detto un giorno in un bar un gruppo di signore, facendomi un applauso. Sono stato felice».

Bertocchi invita ancora ad andare a votare: «C'è voglia di cambiamento, è la prima volta che potete scegliere il vostro sindaco. Fatelo. Se poi volete dare anche una svolta, votate per me, che sono la discontinuità vera con il passato».

Si dichiara sereno e consapevole di aver fatto tutto quello che era in suo potere per impegnarsi in questa campagna elettorale Fabio Evangelisti: «Sereno e stanco, ma è normale, sono state settimane molto faticose».

Oggi si vota ed Evangelisti come detto si sente in pace con se stesso: «So che le persone hanno capito il mio messaggio, l'obiettivo di restituirgli dignità e orgoglio, di riunire le migliori energie per diventare una città dinamica, toglierci la patina opaca che ci ha caratterizzato per anni. Spero di aver fatto un buon lavoro. E' piaciuto anche a me lo slogan di Bertocchi- ironizza poi Evangelisti- e mi è capitato proprio l'altro giorno di ricevere un sms molto divertente, scritto in dialetto massese, di un cittadino amico che voleva tranquillizzarmi e mi ha scritto: 'non ti preoccupare, anche se ho gli occhi pisti, io voterò Evangelisti'. Sono quelle cose che accadono in campagna elettorale, su cui ci si potrebbe scrivere un libro».

Chiediamo al professor Alessandro Volpi cosa gli è rimasto di questa esperienza, per lui nuova: «Stancante, sia fisicamente che mentalmente, ma bellissima- racconta Volpi- il dato che mi sembra rilevante è la grande partecipazione, la quantità di persone coinvolte, la sensibilità della popolazione, le idee che sono emerse».

Per Volpi è stata veramente una campagna elettorale sobria e senza aneddoti particolari da raccontare, a parte quando alcuni suoi sostenitori inscenarono uno "sciopero contro Antenna3" per articoli andati in onda e considerati infondati. Anche in quel caso a farla da padrone fu il social network, dove fu creato l'evento e da cui partirono gli inviti a non guardare più la tv fino alle elezioni.

«Mi è dispiaciuto per quell'episodio- commenta Volpi- io sono contro ogni tipo di censura, figuriamoci quella contro la stampa». Volpi ci tiene poi a sottolineare che sarebbe un peccato perdere le idee e le capacità degli altri candidati alle primarie: «Nessuno di noi cerca incarichi istituzionali- spiega- ma perché disperdere queste energie positive. Io se non dovessi vincere vorrei continuare a militare per questo centro sinistra che abbiamo costruito con le nostre idee e la partecipazione di tanta gente».

Stanco ma felice anche Domenico Ceccotti: «In questo momento la cosa che mi preme di più fare è ringraziare la gente. Sembro troppo romantico? Forse, ma ho davvero notato in questa occasione la vicinanza di tante persone, l'affetto che mi hanno dimostrato e ho sensazioni ottime. È giusto che sia tempo di ringraziamenti, anche se questo è solo il primo passo, io spero di dovermi misurare ancora con la competizione amministrativa. Allora ringrazio anche il mio partito, il Pd, perché credo si sia comportato in maniera perfetta, super partes, per dare a tutti noi uguali possibilità. Ho incontrato migliaia di persone, ho ricevuto sms simpatici e una telefonata che mi ha fatto molto piacere, di una signora che non ricordavo e ancora non ricordo, ma che mi ha detto che voterà per me, perché qualche anno fa le diedi un passaggio in macchina, mentre stava camminando sotto la pioggia. Lei, per fortuna di me si è ricordata».

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