Il Tirreno

Una casa per Antonio Guadagnucci

Una casa per Antonio Guadagnucci

Sì alla deroga: a 2 anni e mezzo dalla tragedia, il superstite potrà costruire a Ricortola. E a Lavacchio un parco memoria

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MASSA. L’urbanistica all’ultimo tuffo almeno un obiettivo lo ha centrato. Domani il consiglio comunale sarà chiamato a votare una delibera “speciale”: un atto che consentirà ad Antonio Guadagnucci, il superstite della tragica frana di Lavacchio, che uccise sua miglie Nara Ricci e il figlioletto di due anni, Mattia, di costruirsi una nuova casa, a Ricortola. Lontano da quel luogo di morte e di paura, la collina di Lavacchio appunto. Al posto delle macerie della villetta dei Guadagnucci (che sarà demolita), nascerà un parco pubblico: un giardino della memoria a ricordo delle vittime della tragedia del 10 ottobre-1° novembre 2010. E se su tutti gli altri temi dell’urbanistica c’è battaglia su questo, almeno, non sembrano esserci contrasti. Opposizioni e maggioranza diranno sì a questo provvedimento che è, si può dire, innanzitutto un atto dovuto nei confronti di chi, quella notte terribile, ha visto dimezzata la sua famiglia. Anche se, bisogna aggiungere, a proposito di ultimo tuffo, che tale provvedimento, avviato su richiesta dello stesso Guadagnucci, arriva soltanto due a anni e mezzo dopo la tragedia.

In sostanza: la giunta Pucci porterà in consiglio una delibera con cui, in deroga alle norme urbanistiche generali, dà al signor Guadagnucci il permesso a costruire in un terreno di sua proprietà, nella zona di Ricortola, un’abitazione delle stesse volumetrie di quella distrutta dalla frana a Lavacchio. Guadagnucci cederà gratuitamente – questo specifica la delibera – il fabbricato di via Bergiola e le aree di pertinenza; in cambio avrà il diritto a edificare un’abitazione in via Ricortola, senza dover pagare gli oneri di urbanizzazione e, soprattutto, senza che questo passaggio debba essere subordinato a una variante urbanistica, cosa che avrebbe richiesto ancora più tempo e complicazioni ancora maggiori. In termini tecnici si chiama spostamento della capacità edificatoria e per tale intervento la Regione ha concesso un apposito finanziamento.

«Sono soddisfatto, almeno questo traguardo lo abbiamo raggiunto. Ora io e mia figlia Michela (17 anni) potremo partire con questa nuova casa. Beh, ci hanno messo due anni e mezzo a dare il via libera, e io sono diventato perfino petulante a forza di sollecitare gli uffici del Comune. Però, adesso ci siamo, e sono contento». Così il signor Guadagnucci commenta il sì al provvedimento che dovrebbe essere votato in modo unitario nel consiglio di domani. «Quello che più mi piace – aggiunge – è che lassù a Lavacchio nascerà un parco per i bambini. Un modo anche questo per ricordare Mattia». Il suo auspicio, adesso, è che tra la votazione del provvedimento e la sua attuazione non debbano passare altri mesi o anni. «Anche perchè – dice l’uomo – dall’ottobre scorso devo pagare l’affitto dell’alloggio in cui viviamo, messo a disposizione dall’amministrazione comunale. Non voglio fare polemiche, ma osservo che non è responsabilità mia se mi trovo in queste condizioni e se c’è voluto così tanto per avere l’edificabilità del mio terreno a Ricortola».

Claudio Figaia

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