Il Tirreno

Fusione fra Comuni, fronda nel Pd

Fusione fra Comuni, fronda nel Pd

Un gruppo di democratici di Aulla, guidati da Tomassini e Zammori, contestano il metodo: «Perché Podenzana e non Fivizzano»

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AULLA. Esplode il malcontento nel Pd aullese su come è stato gestito il processo di avvicinamento alla fusione dei Comuni di Aulla e Podenzana, che approderà in consiglio comunale mercoledì alle 17,30. Infatti, c'è una fronda di iscritti al Pd aullese, guidata da Fabrizio Tomassini e Giovanni Zammori, che solleva dubbi sulla ventilata fusione, pur dicendosi d'accordo nella sostanza, e affida le proprie perplessità ad una nota firmata semplicemente un “gruppo di iscritti al Pd”.

«Senza entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato alla proposta di fusione, che nella sostanza, comunque, approviamo, come iscritti al Pd riteniamo di fare alcune considerazioni e alcune domande sul metodo che ha portato alla redazione del documento a firma congiunta Partito Democratico – Partito Socialista Italiano». Il documento a cui si fa riferimento è quello con cui Democratici e Socialisti di Aulla e Podenzana avrebbero dato il disco verde alla fusione. «Secondo noi, un così importante ordine del giorno, che mira ad incidere profondamente sulla vita dei cittadini di entrambi i Comuni, avrebbe dovuto essere oggetto – affondano la lama i frondisti – di un approfondito e trasparente dibattito in un’assemblea aperta a tutti gli iscritti al partito, in modo che la segreteria del Pd aullese potesse avere un pieno e chiaro mandato prima di redigere un documento di accordo con il Psi. Su un tema di riordino istituzionale di così ampia portata, infatti, è importante e necessario che sia coinvolta la società lunigianese, in tutte le sue articolazioni, affinché ogni cittadino possa scegliere consapevolmente se sia opportuno rinunciare all’elemento di identità e di partecipazione che il proprio Comune rappresenta, nella prospettiva di ottenere risparmio, efficienza e programmazione dei servizi. Non ci pare, quindi, sufficiente che la segreteria del Pd si sia limitata a convocare frettolosamente un’assemblea meramente informativa il giorno prima della seduta del consiglio comunale di mercoledì. A che scopo? Per trasmettere alla “base” una decisione già presa altrove?».

Di conseguenza, ai frondisti sarebbe interessato discutere e approfondire la questione: «Ci chiediamo anche perché questo passaggio non sia stato inserito in un più ampio programma di riorganizzazione di tutto il territorio lunigianese. Se un partito che ambisce a governare il cambiamento non sa cogliere temi e momenti come questi per incontrare la partecipazione, esso risulterà, ancora a lungo, subalterno a scelte esterne e sordo alle grida della società. E vorremmo risposte anche sul perché non sia stato portato a termine il mandato, già da tempo conferito ai nostri consiglieri, per la fusione dei Comuni di Aulla e Fivizzano, visto che nessuno ha ritenuto opportuno spiegarci i motivi del fallimento». In conclusione, il gruppo dei frondisti ritiene che «la mancanza di democrazia danneggi lo stesso percorso istituzionale che vorremmo poter condividere ed apra, invece, incertezze sulle reali motivazioni della segreteria del Pd aullese nel proporre questa fusione». Un metodo carbonaro, secondo questo pezzo di Pd, un metodo che «potrebbe aver sottovalutato, se non addirittura tralasciato, gli aspetti fondamentali della futura organizzazione del nuovo Comune». (g.u.)

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