Il Tirreno

«Dove abito io non ci sono argini»

«Dove abito io non ci sono argini»

Milagros Cespedes: sto fra due canali ma qui non sono previste opere

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CARRARA. In attesa dei contributi, la gente ricorda le alluvioni di novembre. «Abito a Fossone e ho avuto danni da entrambe le alluvioni – racconta Stefano Berti –La prima mi ha danneggiato le auto e le attrezzature agricole in garage. Con la seconda l’acqua mi è arrivata in casa, dai solai. Questo assegno però è già un inizio, una somma che per quanto piccola ci può essere sicuramente utile». Irene Guerra e sua figlia abitano in via del Bravo. «Mia figlia ha perso tutto. Lei sta al piano terra: 120 metri quadrati completamente devastati. L’acqua non ha risparmiato nulla, dall’arredamento agli abiti e perfino alcuni preziosi che erano sul comodino. Dovrà rifare l’impianto elettrico, ristrutturare e riarredare la casa». Commenta: il contributo assegnato ieri non sarà sufficiente e «magari un po’ più di riservatezza ci voleva. A qualcuno ha dato fastidio tutta questa cerimonia. Però dobbiamo comunque ringraziare chi ha reso possibile questa iniziativa. E dire grazie a chi ci ha dato una mano». C’è anche chi, di alluvioni ne ha subite 4 in due anni. «E’ iniziato tutto nel 2010. Quell’anno 2 alluvioni. Poi ci sono state quelle del novembre scorso, e lì ho perso tutto», dice Milagros Cespedes, presidente dell’associazione Fasim e residente di via Pontremoli. La sua abitazione si trova tra il Fosso dei Due Canali e la Fossa Maestra, due dei corsi d’acqua più “delicati” del reticolo idrografico tra Marina e Battilana: «Dove vivo non ci sono gli argini, – racconta - quando arriva l’acqua invece di andare verso il canale, che avrebbe la capacità di raccoglierla, viene verso di noi». Secondo la signora Cespedes tutto è iniziato nel 2010: «Prima non succedeva. Non sappiamo cosa sia successo. Sappiamo che la gente tomba i canali e costruisce i muri, e noi che siamo in fondo e raccogliamo l’acqua di tutta la zona, andiamo sott’acqua. Se non ci alzano il nostro argine continuerà a succedere». Milagros Cespedes racconta di aver chiesto delucidazioni agli uffici competenti del municipio: «Le opere le faranno altrove, qui non è previsto niente. Mi hanno detto che noi non siamo nel piano di intervento del comune». Guardando il suo assegno la signora Cespedes aggiunge. «Anche se ora mi danno questi soldi io, il prossimo anno cosa faccio? Finisco di nuovo sott’acqua? Devo rifare tutte le volte gli impianti e ricomprare i mobili. L’unica soluzione vera è costruire l’argine».

Cinzia Chiappini

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