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Bus, basta una chiamata per la corsa vicino a casa

Bus, basta una chiamata per la corsa vicino a casa

Domani a Villa Schiff viene illustrato un nuovo progetto della Provincia Un call center raccoglierà le richieste e le organizzerà per aree

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MONTIGNOSO. Il futuro del trasporto pubblico locale a Montignoso sarà il "bus a chiamata", basta con il sistema a binari e collegamenti fissi: la regione Toscana ha deciso che ovunque nei territori dove insiste un servizio debole dovrà essere ripensata la mobilità. E così sarà per Montignoso, che nella gara unica di affidamento del servizio, da milioni di euro, che la Toscana sta mettendo in campo per il trasporto pubblico locale, avrà un suo lotto a parte, e con lei altre piccole realtà in tutta la regione.

Il processo, obbligato, ce lo spiega l'assessore al trasporto della Provincia Sara Vatteroni, che sarà a Villa Schiff, domani alle 9,30 per una prima assemblea pubblica sull'argomento. Montignoso ha già poche corse funzionanti: l'intero trasporto locale si regge sulla tratta provinciale che la lega a Massa. La montagna, usufruendo quasi esclusivamente delle linee provinciali, rimane servita male, saltuariamente e con enormi disagi per i residenti. «Un pullman cadenzato per quelle zone non sarà più possibile- spiega Sara Vatteroni- ma non si può pensare neanche di lasciare isolate intere frazioni montane. È qui che entra in gioco l'unica soluzione possibile per certe tipologie di zone, il servizio a chiamata. Lo stanno sperimentando in tanti: capofila Sarzana, dove sta avendo un grandissimo successo, e poi La Spezia e Parma. Non è un servizio taxi, ma un servizio collettivo». Essere precisi ancora non è possibile, però, viste le esperienze dei territori limitrofi, è facile pensare ad un modello che funzioni pressappoco così: si contatterà il giorno prima un call center a cui si daranno le indicazioni della propria destinazione e degli orari; “Devo essere all'Opa alle 10, abito a S. Eustachio"; il call center raccoglierà tutte le varie telefonate e le organizzerà in modo tale da comporre un bus o un'auto attrezzata per il trasporto collettivo. L'utente verrà ricontattato per confermare la corsa.

«Si faccia trovare alle 9,30 alla fermata più vicina a casa sua e verrà accompagnato alla fermata più vicina all'Ospedale». Nell'organizzare i viaggi è facile credere che gli orari saranno flessibile, magari arriverete mezz'ora prima a destinazione, perché il bus avrà da consegnare altrove anche altri passeggeri, oppure è possibile che siate i soli sul mezzo e che riusciate ad arrivare a destinazione all'orario richiesto. Ma quanto costerà alla Regione tutto questo? Certamente meno che mantenere autobus di linea, tra gasolio e manutenzione, che girano sempre vuoti per i paesi di montagna e che non soddisfano la cittadinanza. Il trasporto a chiamata verrà pagato non più a chilometri, ecco la grande rivoluzione , ma ad ore: se il bus sta fermo, ovvero se nessuno lo chiama, l'azienda viene saldata con il 70% del costo totale pattuito ad ora. Se dimostra invece che si è mosso e che ha portato in giro la cittadinanza, viene saldato integralmente. «Questo è anche un incentivo per l'azienda a fare meglio- spiega la Vatteroni- a portare i cittadini sugli autobus, a fornire un buon servizio, perché viceversa la retribuzione è più bassa». Naturalmente dovrà cambiare anche la mentalità dei cittadini di Montignoso, ma c'è tempo un anno, come minimo, prima che la rivoluzione abbia inizio. In questo periodo ci saranno tante assemblee pubbliche per spiegare questi ed altri meccanismo del nuovo trasporto pubblico locale.

Manuela D’Angelo

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