Il Tirreno

Un milione in più ma non si può spendere

Il paradosso del bilancio comunale: 400mila euro di surplus dall’Imu, il marmo pesa per diciassette milioni

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CARRARA. Il comune di Carrara è riuscito a chiudere il bilancio del 2012 con un avanzo di 1 milione di euro: «Si tratta di soldi che però non possiamo spendere» ha spiegato l’assessore alle Finanze Giuseppina Andreazzoli. Intanto però il municipio ha 2 milioni di debiti con le imprese. A fronte delle innumerevoli difficoltà economiche e finanziare che hanno segnato il 2012, il Comune di Carrara ha chiuso il bilancio consuntivo 2012 con un avanzo di 1 milione e 83 mila euro: lo ha annunciato l’assessore alle Finanze Giuseppina Andreazzoli, che ha partecipato ieri alla Commissione Bilancio presieduta dal socialista Roberto Conserva. La lista degli ostacoli che il nostro e tanti altri municipi hanno dovuto superare per far quadrare i conti, come si sa, è lunga, e l’ha ripercorsa anche l’assessore Andreazzoli: la crisi che attanaglia l’economia su scala internazionale, il patto di stabilità imposto dal governo centrale e ancora la raffica di norme che si sono susseguite proprio nei mesi della stesura dei bilanci, non ultima la riforma che ha portato all’introduzione dell’Imu.

«Siamo soddisfatti di come abbiamo chiuso il 2012 soprattutto perché il bilancio è stato redatto in una fase particolarmente incerta, durante la quale ci arrivava un susseguirsi interminabile di leggi e norme sempre nuove a cui attenerci» ha spiegato l’assessore, sottolineando che non a caso il testo è stato approvato solo ad ottobre. E se la redazione del bilancio è stato già di per sé un successo, ancora di più lo è il fatto che i conti siano stati chiusi con un avanzo di 1 milione e 83 mila euro e che, per la prima volta, per quanto riguarda la parte corrente, sia stato centrato l’equilibrio senza utilizzare le entrate straordinarie.

Buone notizie dunque sulla gestione delle casse del municipio, anche se purtroppo le ricadute sulla capacità di investimento del comune saranno pari a zero. L’assessore Andreazzoli ha infatti spiegato che questo milione di euro è vincolato: «Si tratta di una somma inutilizzabile perché interamente destinata al fondo svalutazioni e crediti». Un tesoretto inaccessibile in quanto destinato alla copertura dei crediti inesigibili, ovvero somme che realisticamente i debitori non restituiranno mai. L’altra sorpresa è che 400mila euro di questo avanzo, arrivano dall’Imu: gli uffici del Comune e quelli del governo centrale hanno infatti prodotto stime discrepanti su quanto la tassa sulla casa avrebbe fruttato al municipio carrarese. In base a questi calcoli – ha spiegato l’assessore - all’amministrazione di piazza 2 Giugno dovrebbero rientrare appunto 400mila euro «ma a oggi non c’è alcuna certezza sul fatto che li riavremo» ha aggiunto la Andreazzoli. Per conoscere nel dettaglio le cifre del consuntivo 2012 si dovrà attendere la prossima settimana, quando cioè la relazione con i conti sarà distribuita a tutti i consiglieri.

Dal marmo 17 milioni. Tra le cifre “anticipate” ieri, su espressa richiesta del consigliere del Pdl Lanmarco Laquidara, quella del gettito del marmo: lo scorso anno dal settore lapideo sono arrivati in totale 17 milioni e 76 mila euro. Una cifra importante, ma ancora lontana da quei 20 milioni che il sindaco di Carrara si era dato come obiettivo a fine 2011. Rendicontato dunque l’andamento del 2012 è già tempo di pensare all’anno in corso: la Andreazzoli ha anticipato che come da qualche anno ormai, riuscire a trovare la quadratura del cerchio sarà sempre più difficile e che anche a livello normativo l’incertezza è tanta. «Stiamo aspettando input da Roma e a oggi è impossibile capire come muoverci» ha spiegato l’assessore, citando a mo’ di esempio l’incognita sulla Tares, la tassa sui rifiuti che dovrà sostituire la Tarsu.

E sempre in tema di imposte, l’amministrazione ha calcolato i costi di un eventuale abbassamento dell’Imu sulle case ad affitto concordato. «A Carrara abbiamo circa 1400 affitti di questo tipo e gli uffici hanno calcolato che l’abbassamento di un punto percentuale dell’Imu costerebbe alle casse del municipio 170mila euro in meno» ha detto la Andreazzoli. Oggi l’aliquota è al 7,6, l’ipotesi è di portarla al 6,6.

Visti i tempi che corrono, anche nel 2013 gli equilibri dovranno essere ricercati con il bilancino, pensando - fermo restando il patto di stabilità - anche ai creditori: secondo i dati del settore, al 31 dicembre 2012, il Comune ha accumulato debiti per 2 milioni di euro nei confronti delle aziende, soldi che a oggi nessuno ha la più vaga idea di quando potranno essere restituiti.

Cinzia Chiappini

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