Finanza
Piazza D’Armi come il Quirinale
Lo storico Daniele Canali ritrova una serie di documenti sul progetto dei giardini
CARRARA. Daniele Canali, storico e appassionato di storia carrarese e non solo, ci ha inviato una sua analisi-riflessione a seguito di una sua «recente ed avvincente ricerca», in cui - sottolinea, si è imbattuto «in alcuni documenti che hanno attirato la mia curiosità. L'analisi di questi documenti mi ha aperto scenari inediti o quantomeno dimenticati».
A suo avviso, proprio oggi, «A fronte di una massa imponente di dati disponibili e di mezzi straordinari la ricerca storica sul nostro territorio dovrebbe, oggi più di ieri essere ripresa ed incentivata. Appropriarsi della storia o di una storia è quindi costruire un'identità: ora più di prima questo territorio ha bisogno di ricostruire una identità ed un progetto. Proviamo ora ad immaginare gli spazi urbani fuori da consuetudini e stereotipi».
La storia che ci propone, e che noi riprendiamo, è - prosegue - «una storia di giardini, si, di quello spazio concettuale e inesistente in natura che è la "riproduzione artefatta", "ideologica" e "sintetica" della natura stessa».
Scrive quindi il professor Daniele Canali. «Leandro Caselli, ingegnere comunale in città da poco più di un anno, il primo maggio 1885 - anno determinante e risolutivo e per i futuri assetti urbanistici di Carrara - presenta una complessiva "sistemazione del Piano Stradale in Città" in cui vede la luce anche il progetto per Piazza Risorgimento (già piazza d'Armi e già Pellegrino Rossi). Nella sua relazione alla Giunta Comunale "la sistemazione della Piazza d'Armi è opera di qualche urgenza per l'importanza della piazza stessa e dei fabbricati contigui, quali le scuole femminili e le progettate scuole maschili, l'erigenda caserma dei Carabinieri ed il palazzo dell'Accademia". Due mesi dopo, il 4 luglio 1885 viene affisso l'avviso d'asta " per l'appalto delle opere e provviste occorrenti alla sistemazione della Piazza d'Armi e della via laterale fra lo Stradone di S. Francesco e la Levatella, (ora via Eugenio Chiesa ndr) da compiersi nel termine di mesi otto".
«Le opere urgenti per la sistemazione della piazza, sono sì appaltate nel 1885 ma non ancora concluse due anni dopo. Ancora Leandro Caselli presenta il 26 luglio 1887 una relazione di progetto con relativo preventivo di spesa per il completamento delle opere. Si legge nella relazione: "Questa Piazza si può destinare a luogo di ritrovo e di passeggio sistemandola ad imitazione dei piccoli parchi di Parigi e delle altre città, con uno scomparto appropriato di aiuole, di macchie d'alberi di variato aspetto e di filari d'alberi, sotto cui possa riuscire gradevole il passeggio nelle ore bruciate della calda stagione".
«Ricordate i nostri vecchi che dicevano Carrara essere "un cantunzin d'Parigi"? ».
Prosegue Canali: «Siccome le cose "raffazzonate" non soddisfacevano i "carrarini" dell'epoca venne consultato il prof. Cav. Giuseppe Roda di Torino il quale, secondo Caselli sosteneva che: "E' opinione di questo specialista che si possa dare aspetto alla piazza in forma di parco con leggere ondulazioni del terreno nella aiuola principale, con macchie d'alberi mantenendo le migliori visuali che dalla piazza stessa si hanno verso i circostanti fabbricati e verso i monti; servono a mascherare coll'arte che tutto fa e nulla scopre le circostanti case di poco buona apparenza". Queste case saranno poi abbattute per fare posto allo splendido muro di marmo del Battaglino, tutto lavorato a piccone. Del Roda ho trovato quindi il capitolato di gara e la descrizione del giardino e delle essenze arboree che, dopo 124 anni fanno ancora bella mostra di se. Ma ho anche trovato che questo progetto ha un illustre fratello minore: è il giardino di S. Andrea al Quirinale, che il Roda progetta quando è quasi ultimato quello di Carrara e che realizza l'anno successivo, nel 1888, un anno dopo il nostro.
«Sentite la descrizione del giardino al Quirinale pubblicata sul sito di Roma Capitale: "Nel 1887 furono affidati a Giuseppe Roda, giardiniere reale, i lavori per la realizzazione di un giardino. Roda progettò un parterre ellissoide centrale, circondato da viali curvilinei ed altre aiuole minori, alberi d'alto fusto, un pergolato con rose (oggi non più visibile) e una fontana rustica..."».
«Forse - conclude Daniele Canali - è giunto il tempo che del nostro passato se ne sappia qualcosa di più. Al prossimo giardino».
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