Sicurezza
La frana si muove ancora Allarme rosso a Corsanico
In pericolo anche gli operai che stavano rimuovendo le piante e la terra Il Comune blocca i cantieri per 24 ore. Sale la spesa per la messa in sicurezza
MONTIGNOSO. La situazione a Corsanico sta degenerando, la frana sta diventando ancor più pericolosa, il versante della montagna sta scendendo ancora, c'è pericolo anche per gli operai che stavano lavorando alla rimozione di piante e terra, tanto che l'amministrazione ha deciso di bloccare per 24 ore i cantieri; il costo per la sua messa in sicurezza sta raggiungendo cifre faraoniche e con molta probabilità il comune di Montignoso non riuscirà a riaprire la provinciale 1, neanche se smettesse di piovere.
A lanciare l'allarme, dopo l'ennesimo sopralluogo avvenuto ieri mattina, è l'assessore ai lavori pubblici Gianni Lorenzetti, perché tecnicamente la frana di Corsanico sta diventando una emergenza: «A causa del persistere delle piogge dei giorni scorsi ed in particolare modo di ieri notte- inizia a spiegare- la frana si è ulteriormente aggravata, causando oltre la caduta di numerose piante, la formazione di nuove nicchie di frana, il colamento di ulteriore materiale sulla piattaforma stradale e l'ulteriore abbassamento della sede stradale. Il monitoraggio messo in atto già dalla settimana scorsa da parte dei tecnici- continua Lorenzetti- ha evidenziato che le piogge cadute nei giorni di Pasqua hanno fatto scorrere in avanti di oltre 50 cm ed abbassare di circa 35 cm le ciocche delle piante ad alto fusto tagliate sul corpo di frana.
Questi movimenti si sono verificati sia mercoledì che giovedì, con spostamenti ulteriori di circa 15 cm ed abbassamenti di circa 10 cm, evidenziando che anche in assenza di pioggia il movimento è continuato. Per questi motivi si è ritenuto indispensabile, oltre che mantenere la chiusura della strada, sospendere, almeno per 24 ore, i lavori in somma urgenza, al fine di garantire l'incolumità delle maestranze impegnate nei lavori di alleggerimento e regimazione delle acque sul corpo della frana».
Tutto fermo quindi e chissà per quanto. Narciso Buffoni è in questi giorni un sindaco lasciato solo, dalle altre istituzioni, dalla stessa Provincia, dalla Regione, dallo Stato, dagli altri sindaci limitrofi: eppure lui è convinto che occorra una battaglia politica da fare insieme per risolvere questo ed altri problemi del territorio: «Siamo l'ultimo terminale di uno stato allo sfascio- si sfoga Buffoni- ma adesso mi devono dire cosa fare, con che risorse e in che tempi. A Montignoso stiamo annegando».
Il sindaco sta pensando ad azioni forti: «Sfondare il patto di stabilità- dice Buffoni- io lo farei, mi indebiterei per i miei cittadini, rischierei, ma non ho la copertura dei mutui. La Corte dei Conti da due anni mi impedisce di accendere mutui per quei 15 milioni di euro che abbiamo sul groppone. Quindi anche se volessi indebitarmi avrei parere negativo con i mutui. Che devo fare? Noi i soldi non li abbiamo, la regione non ce li dà, lo Stato nemmeno».
Buffoni è pronto per un nuovo incontro in Regione la prossima settimana, ma pensa ad azioni di forza con cui uscire da una situazione pericolosa. Per fortuna non si sono verificate emergenze, problemi con i mezzi di soccorso o con i mezzi pubblici.
«La cittadinanza delle frazioni isolate è molto comprensiva difronte agli eventi disagi che deve superare ogni giorno - conclude Buffoni- e io li ringrazio».
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