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Ossessione Equitalia Ecco come pagare a rate

Ossessione Equitalia Ecco come pagare a rate

Fino a 20mila euro di debito basta presentare una semplice domanda C’è anche la possibilità di simulare la dilazione sul calcolatore on line

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MASSA. Un debito da pagare. Una scadenza sempre più vicina. Il tempo che diventa ossessione. Sono tanti i massesi che ogni giorno devono fare letteralmente i conti con avvisi di denaro da saldare. Di solito la questione piomba nelle famiglie sotto forma di cartella esattoriale. Il mittente?

Equitalia, la società pubblica italiana incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Il debito da pagare? Di qualsiasi tipo. Dalle multe non saldate ai contributi a tasse di vario genere e altro. Al di là dei casi specifici resta un pagamento da effettuare, talvolta anche di alcune migliaia di euro, e spesso la difficoltà oggettiva nell’onorare l’impegno.

Avvisi. Vero è che prima di procedere con la riscossione coattiva, Equitalia invia al contribuente una serie di comunicazioni previste: dal sollecito (sorta di promemoria per un importo non elevato fino a 10mila euro) all’avviso di intimazione (mandato dopo un anno dalla notifica della cartella), sino al preavviso di fermo e via di seguito.

Come pagare. Per saldare il debito i metodi sono diversi: dallo sportello dell’agente di riscossione agli uffici postali, dallo sportello bancario ai servizi web fino ai tabaccai (sul sito www.tabaccai.it si trova l’elenco degli abilitati).

Quando non si deve pagare. A chi però non ha soldi per pagare, poco importa sapere quali strumenti si sono possono usare. Tra le tante eventualità è vero che esiste anche la sospensione della riscossione, ma guai a farci troppo la bocca. Per non essere considerati più debitori infatti devono sussistere requisiti particolari: aver già pagato, essere in possesso di una sentenza che ti dà ragione o uno sgravio dell’ente creditore.

La rateizzazione. In caso contrario si deve pagare. Entra così in gioco un mezzo che in molti casi è una vera e propria ancora di salvezza: la rateizzazione. Dover saldare una cartella ad esempio di 2mila euro in un’unica soluzione o dilazionarla in più mesi non è proprio la stessa cosa, e sono sempre di più le persone che approfittano di questa possibilità per tirare il fiato. Come si fa per ottenerla? Se il debito è inferiore a 20mila euro è sufficiente presentare domanda a Equitalia, presso gli sportelli o con raccomandata con ricevuta di ritorno, nella quale si spiega i motivi della difficoltà a pagare in un’unica soluzione. Se il debito è superiore ai 20mila euro alla domanda si deve allegare l’Isee. Il numero massimo di rate che Equitalia concede è di 72 quote mensili (6 anni), se il debito è inferiore ai 20mila euro la dilazione più alta è di 48 rate, e in ogni caso l’importo minimo di ogni pagamento mensile dovrà essere di 100 euro. Se la domanda di rateazione viene accolta Equitalia invia al cittadino un piano di dilazione con relativi bollettini per il pagamento. Le rate possono essere variabili i crescenti, e se la situazione economica peggiora è possibile chiedere, una volta sola, la proroga per un massimo di altri 6 anni. Importanti variazioni sono state poi introdotte con il decreto legge 2 marzo 2012 n.16: se prima infatti bastava non pagare la prima rata o, successivamente, due rate anche non consecutive per essere considerati inadempienti, adesso per perdere il beneficio del rateizzo (e dover saldare così, tempestivamente, in un’unica soluzione), occorre non pagare due rate consecutive. È importante poi sapere che per coloro che hanno chiesto e ottenuto la rateizzazione Equitalia non procede con azioni esecutive finché si è in regola con i pagamenti, mentre le imprese non sono più considerate inadempienti e possono partecipare a gare di appalto. Per chi vuole provare a simulare un proprio modello di dilazione, è presente sul sito di Equitalia un calcolatore on line, dal quale è possibile conoscere in anticipo il numero massimo di rate, e loro importo, che la società di riscossione potrà concedere.

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