Il Tirreno

La Porto Spa assume 11 lavoratori e 2 vanno in mobilità

La Porto Spa assume 11 lavoratori e 2 vanno in mobilità

Il nuovo amministratore delegato Paolo Dello Iacono anche ieri a una fiera di Milano per cercare nuovi traffici

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CARRARA. Novità dal fronte portuale.

La Porto Spa, la società di gestione dello scalo marinello escute (in sostanza porta all’incasso) 200 mila euro a Nieddu e l’amministratore delegato Paolo Dello Iacono annuncia: «Proseguiremo con tutte le azioni del caso per recuperare l’intero credito». Sul fronte occupazionale inoltre la Spa annuncia l’assunzione di 11 lavoratori mesai in cassa integrazione da alcune società del gruppo, mentre da oggi sono ufficialmente in mobilità altri due dipendenti.

Il mercato è in crisi ma la Porto spa sta cercando nuovi canali commerciali, per superare questo momento di difficoltà economica su scala generale: lo ha detto l’amministratore delegato, Paolo Dello Iacono, ieri in trasferta a Milano proprio per cercare nuovi traffici per la società.

In questi giorni, intanto, sono entrati ufficialmente in mobilità due dipendenti della Porto: si tratta di lavoratori che hanno aderito al percorso concordato con i sindacati. Secondo Angelo Fruzzetti, segretario della Filt Cgil, la mobilità per quanto concordata con i sindacati, prende le mosse da una situazione di crisi occupazionale dell'azienda. «Nessuno di questi tempi rinuncia volontariamente al lavoro» ha dichiarato Fruzzetti.

Di tutt’altro parere l’amministratore delegato, Paolo Dello Iacono che a distanza, ha replicato: «Si tratta di una mobilità volontaria che abbiamo aperto solo perché due lavoratori volevano licenziarsi».

E per confermare che la Porto non pensa affatto a licenziare altri dipendenti Dello Iacono annuncia: «Presto assumeremo 11 lavoratori. Si tratta di dipendenti di società del nostro gruppo, che finora erano in cassa integrazione e che ora verranno a lavorare da noi». Dello Iacono ha spiegato che questo personale sarà stipendiato direttamente dalla Porto spa, «Perchè non vogliamo pesare in alcun modo sulle casse dello stato». Pur ammettendo che «in questo momento il mercato non è facile», Dello Iacono ha spiegato che la sua società sta cercando nuovi traffici per superare questa fase.

Anche per questo, ieri l'ad era a Milano a una fiera di settore. E a chi ipotizza una “crisi” innescata dall’addio di Nieddu allo scalo apuano, Dello Iacono replica: «Oltre a 30 licenziamenti, di cui la Porto non ha alcuna responsabilità, Nieddu ci ha lasciato 810 mila euro di debiti. Ieri siamo riusciti a recuperarne 200 mila, escutendo una fidejiussione bancaria da un istituto di credito. Certo non ci accontentiamo di questo – ha garantito l’amministratore delegato – e infatti stiamo promuovendo tutte le azioni del caso per recuperare l’intero credito». (c.ch.)

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