La protesta
Bus? No grazie. Dominio auto in città
Poche linee, corse troppo poco frequenti: i mezzi pubblici non vanno. Intanto aumentano traffico e inquinamento
MASSA. Nonostante si presti molto bene, per dimensione e forma, a diventare “a misura d'uomo”, diminuendo così non solo il suo impatto ambientale, ma anche il logorante problema dei parcheggi, Massa è, invece, la città degli automobilisti.
Sono circa trentamila mila le auto circolanti nel comune (dati Aci 2011), su una popolazione di settantamila abitanti, quasi una ogni due (compresi neonati e centenari). Trentamila auto che ogni giorno si immettono nelle strade cittadine, intasandole, aumentando l’inquinamento atmosferico, richiedendo una continua cementificazione di spazi verde per la creazione di parcheggi, che non bastano mai, aumentando a dismisura i tempi di percorrenza.
Tutto ciò mentre gli autobus di linea, circolano semi vuoti, tranne negli orari di entrata-uscita delle scuole. A usufruire maggiormente del servizio sono gli under 14, gli ultrasessantenni e gli stranieri. La fascia intermedia, quella dai 15 ai 60, non è per nulla rappresentata nei sedili dei bus Atn.
Quale il motivo? Mancanza di cultura dei mezzi pubblici o un servizio scadente? Un po’ l’uno e un po’ l’altro. È sì vero, infatti, che il massese medio è quello che per fare un chilometro prende l’auto e pretende di parcheggiarla il più vicino possibile (magari sulle strisce pedonali o sui marciapiedi), ma è anche vero che la città non è dotata di un servizio autobus efficiente.
Primo problema: le linee. Troppo poche. Se ben sono servite le scuole e i due centri – quello storico e quello di Marina – quasi assente è il servizio nelle zone limitrofe. Il Carrefour, ad esempio, uno dei punti della città più frequentati, non è servito e nemmeno interi quartieri come il Fescione o la zona di viale Mattei (dove è stato costruito il nuovo ospedale). Anche arrivare al Cinquale o a Ricortola è praticamente impossibile se non percorrendosi chilometri a piedi. Altro problema: la frequenza. Troppo poca. I bus delle linee principali, la 60 e la 61, (viale Roma, stazione e via Marina Vecchia) passano ogni venti minuti il che vuol dire che se si perde per un minuto la corsa bisognerà aspettarne altri venti. Il problema, poi, aumenta per le zone periferiche.
Nei paesi in collina passa un autobus ogni ora o addirittura uno ogni ora e mezzo. Per Canevara e Resceto (linea 78) ci sono solo tre autobus al giorno e per l'Opa (linea 80) solo cinque. E ancora, nella zona industriale (stadio) passa un solo autobus al mattino, il 64, mentre da Marina di Massa a Marina di Carrara (linea 63) ci sono solo tre autobus (alle 7.40, alle 13.10 e alle 14.12).
Anche per Montignoso i tempi di attesa sono davvero lunghi: solo undici autobus dalle 6.15 alle 19.20.
La fascia oraria serale e notturna è, poi, completamente assente. Gli ultimi bus per tornare nei paesi in collina sono intorno alle 18, in centro, stazione inclusa, alle 20. Non solo quindi chi arriva in stazione (turisti inclusi) dopo le 20 non hanno un servizio autobus per raggiungere alcun posto della città, ma non esiste un autobus (nemmeno i fine settimana) che colleghi i vari locali notturni che incentivi i ragazzi ad utilizzare i mezzi pubblici.
«Il problema – spiega Bruno Borghini, presidente della commissione trasporti – sono i soldi: non ce ne sono. Atn ha già dovuto diminuire le corse, soprattutto quelle a bassa intensità, e non penso possa ora aumentare il servizio. Anche noi come amministrazione non possiamo fare niente visto il pareggio del bilancio. Ed è anche vero che se il servizio non trova riscontro nella cittadinanza difficilmente si è incentivati a investire».
É qui da chiedersi se sia venuto prima l'uovo o la gallina. O meglio: il servizio non c'è perché non c'è cultura o non c'è cultura perché non c'è il servizio? «Non si può mai sapere: – continua Borghini – a volte una cultura cresce dal basso, dai cittadini, che insegnano all'alto, agli amministratori e a volte il percorso è inverso: è l'amministrazione che deve educare incentivando».
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