Il dolore
Truffa negozianti, denuncia e foglio di via
Si vestiva bene e si fingeva amico del titolare assente per spillare soldi. Ma ha commesso un errore
MASSA. Indossava l'abito più bello che aveva nell'armadio, quello da testimone di nozze della sorella, ed entrava nei negozi. Mentre attendeva di parlare con il titolare fingeva di essere un affermato imprenditore che concludeva affari di svariate decine di migliaia di euro al telefono. Uno di cui fidarsi sulla parola, insomma. Era tutta apparenza, dato che il distinto signore è stato denunciato a piede libere perché sospettato di essere l'autore di una sfilza di truffe compiute ai danni di esercenti massesi. Il protagonista, un quarantacinquenne napoletano residente a Viareggio, con numerosi precedenti penali alle spalle, è stato obbligato con un foglio di via a non mettere più piede nella provincia apuana per un bel pezzo.
Il modus operandi del truffatore era sempre lo stesso. E per questo la polizia ha avuto gioco facile (si fa per dire) nell'acciuffarlo. Tutto scientifico, come diceva Gassman nel film I soliti ignoti: prima prendeva informazioni sul proprietario del negozio che voleva raggirare, poi entrava in scena ben vestito. Si intratteneva con i titolari o con un commesso, millantava di conoscere uno dei soci o un parente del proprietario. Per rendere la cosa credibile spesso lo faceva chiamare al telefono e se lo faceva passare, concludendo la telefonata prima che dall'altro telefono la persona rispondesse. A volte fingeva di prendere accordi su una fornitura o su un acquisto importante. Se la vittima del raggiro era meno scaltro e faceva digitare a lui il numero componeva quello di un amico. Può sembrare un trucchetto di poco conto, invece nel novantanove per cento dei casi chi era alla cassa sentiva la finta conversazione e si convinceva dell'onestà dell'uomo che aveva davanti. E spontaneamente gli consegnava dei soldi, convinto di aver a che fare con un fornitore o con un cliente di fiducia. Può sembrare strano, ma è davvero così.
Successivamente, però, i malcapitati scoprivano di essere stati truffati, che non si trattava di un buon cliente né di un fornitore e che avevano solo perso il denaro spontaneamente consegnato. Non solo: si beccavano anche il rimbrotto del datore di lavoro o del socio.
Ma si sa il diavolo fa le pentole e quasi mai i coperchi. Così al quarantacinquenne è andata bene finché una delle vittime, sospettando qualcosa, ha preso una targa parziale dell'auto su cui si era allontanato e ha subito chiamato la polizia. Il personale delle volanti da quelle lettere e quei numeri ha scoperto che apparteneva a una donna. Non al responsabile della truffa, quindi. Ma visto che non c'erano denunce per furto o altro della vettura hanno allargato le ricerche a parenti e amici della signora. E hanno fatto centro al primo tentativo. Anche se il sospettato in un primo momento ha fatto finta di cadere dalle nuvole.
L'acquisizione di filmati delle telecamere dei negozi colpiti e le testimonianze dei titolari hanno permesso agli agenti di mettere il responsabile delle truffe alle strette. L'uomo è stato invitato nuovamente in questura e messo di fronte all'evidenza. Poi denunciato a piede libero. I casi che gli vengono imputati sono una decina circa. Vista la pericolosità sociale del soggetto, gli è stato contestualmente notificato un provvedimento di foglio di via obbligatorio. Per ordine del questore gli sarà vietato entrare nei Comuni di Massa, Carrara e Montignoso.
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