Sicurezza
Pensione di due euro, vedova disperata
«All’Inps e all’Inpdap non hanno saputo darmi spiegazioni. Un’amica mi ha pagato le bollette, a Pasqua solo pasta in bianco»
CARRARA. Brutta sorpresa per una vedova carrarese con due figlie e una nipotina a carico: a marzo, «senza alcun preavviso», dichiara lei, si è vista decurtare la pensione da 1.500 a 2 euro. Non è l’unico caso in Italia, relativo a problemi dei cittadini con le pensioni, e probabilmente si tratta di un conguaglio. E’ in corso il processo di accorpamento dell’Inpdap nell’Inps, e la donna si è trovata al centro di un rimpallo di competenze. Come ogni mese si è recata all’ufficio postale per ritirare la pensione, con tanto di bollette da pagare, ma nel vedere la cifra, è rimasta sotto choc: sul suo conto, invece dei soliti 1.520 euro, erano stati accreditati solo 2 euro. E’ accaduto lo scorso 20 marzo a Lidia Di Napoli, una signora di 51 anni, residente a Marina di Carrara: la donna percepisce la pensione del marito, Ferdinando Iovine, un sottoufficiale della Marina Militare deceduto nel 2011.
Grazie all’assegno, la signora Di Napoli, riesce a mantenere la sua famiglia, tutta composta di donne: insieme a lei vivono infatti due figlie, entrambe disoccupate, e la nipotina di 7 anni. «Quando ho visto che c’erano solo 2 euro mi è venuto un colpo», racconta la signora Di Napoli, che come di consueto si era recata all’ufficio postale munita di bollette da pagare. «Pensando a un disguido ho provato subito a chiamare l’Inps e l’Inpdap. Nei giorni precedenti non avevo ricevuto nessun tipo di comunicazione, quindi questa decurtazione era e resta inspiegabile».
Il tentativo di avere chiarimenti è naufragato, nonostante la donna per venti giorni abbia fatto la spola tra i due enti previdenziali interessati, l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica) e l’Inps, “unificati” con un decreto legge dal primo gennaio 2012. «All’Inps mi hanno detto che nonostante la fusione con Inpdap non sapevano darmi spiegazioni. Allora ho provato all’Inpdap, ma anche lì non mi hanno saputo dire nulla», racconta Lidia Di Napoli. Intanto, tra telefonate e viaggi della speranza presso gli enti previdenziali, affrontare il mese di marzo per questa famiglia, è stato veramente difficile: «Vivo a Carrara da 27 anni ma non ho parenti qui. Sono riuscita a pagare le bollette grazie alla generosità di una mia amica, ma con la crisi che c’é non posso certo pensare che possa farlo ancora», spiega.
Come sempre accade poi, nei momenti di difficoltà, anche le festività diventano un ostacolo da superare: «La Pasqua l’abbiamo passata malissimo. Eravamo a casa, io, le mie figlie e la mia nipotina… abbiamo mangiato pasta in bianco, perché non c’era niente e non potevo fare la spesa», racconta amareggiata la donna.
E mentre il giorno del pagamento della pensione di aprile si avvicina, la tensione aumenta perché la signora Di Napoli teme altre brutte sorprese. Forse per allora avrà ricevuto spiegazioni, e riavrà la sua normale pensione. Ma il disagio vissuto nessuno potrà cancellarlo. «La situazione diventerebbe ingestibile, anche per l’affitto. Viviamo in una casa Erp, ma di questi tempi non si scherza, se non paghi rischi di essere buttato fuori. Se dovessi percepire un’altra volta 2 euro non saprei dove andare a sbattere la testa». Anche per questo la signora Di Napoli lancia un appello agli enti interessati affinché quantomeno le spieghino cos’è successo.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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