Il dolore
Lara Venè: una città a mattoni zero
L’assessore alla Cultura punta sulla “buona politica”: basta raccomandazioni per avere un lavoro e favori ai politici
MONTIGNOSO. Lara Venè, giornalista pubblicista, dal 1994 collabora con il giornale l'Unità, laureata in Scienze politiche è stata eletta la prima volta consigliere comunale nelle liste dei Ds nel 1998; dal febbraio 2006 è assessore alle Politiche culturali, Politiche del personale e relazioni sindacali in Provincia. L’assessore-candidata mostra grande fiducia: «Sta andando bene la campagna per le primarie, ogni giorno sempre meglio, tanti sostenitori del nostro progetto e tanto entusiasmo. Un percorso tribolato quello delle primarie per il mio partito, il Pd, forse dovevamo arrivarci prima, ma l'importante è che oggi abbiano dato a tutti la possibilità di correre».
Quali sono le sue priorità?
«I cittadini di Massa quando piove non dormono tranquilli ed è colpa del territorio che ha compiuto politiche sbagliate, ha costruito troppo e in maniera episodica. La natura ci ha chiesto il conto in maniera drammatica. Dobbiamo dire basta a nuove cementificazioni. Mattoni zero. Dobbiamo investire sui recuperi dei borghi e delle periferie per un territorio più bello e che metta in campo un programma di lavori pubblici per far ripartire l'edilizia. Il primo obiettivo di un sindaco oggi deve essere studiare le forme possibili per creare lavoro nella propria città».
Ma il comune non è un ufficio di collocamento...
«E’ vero. Ma dobbiamo cambiare la testa. Per troppi anni è stata una città in cui si è trovato lavoro perché si conosceva qualcuno e non qualcosa. Ecco perché i cittadini vanno dal sindaco a cercare lavoro. Invece noi siamo pieni di talenti costretti ad emigrare e a non realizzarsi in quello in cui si sono specializzati. Un sindaco dovrebbe avere più attenzione a chi propone le idee poi creare le condizioni per produrre lavoro. Ad esempio il turismo deve diventare una impresa. Ha tanto campo da occupare nell'attività lavorativa, ha un indotto che può aumentare, ma bisogna crederci».
Però la Provincia sul turismo visto il caso del fallimento dei lavori anti erosione non ci ha puntato molto.
«Mai discusso in giunta sull’erosione. Comunque non sono qua per difendere nessuno. Quella è una brutta pagina per questo territorio, ci sono responsabilità e colpe di molti, ma ora vediamo la fine, c'è un nuovo progetto, ripartiamo da lì».
Di cosa avrebbe bisogno la città?
«Di un’amministrazione che finalmente li ascolti e li valorizzi. È una città che partecipa poco. E su questo dobbiamo intervenire. Nel mio programma c'è l'idea di aprire una volta al mese le stanze del consiglio comunale alla cittadinanza, ma per farli parlare e intervenire, per entrare in contatto, per guardarli negli occhi e ascoltarli».
Crede nella trasparenza?
«Credo in una politica diversa, seria, che fa solo quello che dice e che dice la verità. Sulla trasparenza ci vuole il buon esempio: sono un amministratore serio e credibile se ho avuto un comportamento serio e credibile, se non ho chiesto favori e prebende per me stesso e per la mia famiglia, se non ho fatto ricorso all’aiuto di qualcuno per qualsiasi cosa. Non lo so se tutti possono dare questo buon esempio».
E’ stata una delle prime a parlare di finanziamenti europei. Cosa ne pensa?
«Sì, perché sono una che li ha utilizzati davvero. Credo che in campagna elettorale vada detto non soltanto cosa si farà, ma anche cosa si è stati in grado di fare prima.Parto da un dato: Massa non ha i soldi, è vero, ma non dobbiamo piangere, dobbiamo cercarli. Usare l'intelligenza, la preparazione e la creatività per mettere in campo progetti per agganciare risorse. Una politica seria e credibile prima reperisce i soldi e poi fa i progetti. Io in provincia ho agito così. Ho fatto il grosso delle iniziative culturali quasi a zero euro per il bilancio provinciale, trovando i soldi dai privati e dall'Europa. Vedo anche per Massa un rafforzamento di un ufficio che guardi con maggiore attenzione all'Europa, con personale formato al reperimento delle risorse e che aiuti i cittadini e le imprese a rivolgersi all'Europa».
Un'idea per la cultura.
«Voglio sfatare un mito: la cultura si può fare anche con pochi soldi. Basta ascoltare chi produce cultura sul territorio, le associazioni, i giovani, gli artisti locali e ce ne sono tanti. Riguardo l'idea, lavorerò per creare un evento per cui essere ricordati, a cui legare la nostra identità e che faccia parlare di noi, come hanno tutte le realtà limitrofe».
Che ne pensa dello snellimento della macchina amministrativa?
«Per me snellimento della macchina amministrativa non significa diminuire gli assessori, ma fare in modo che gli uffici funzionino. Significa che una impresa non dovrà più passare una giornata intera in comune, passando da un ufficio all'altro, per avere una concessione, o un documento. I cittadini si aiutano anche così, facilitando i percorsi e non complicandoli».
Non ha pensato di dimettersi da assessore, visto che si candida a sindaco?
«No, ritengo più corretto portare a termine il mio lavoro, completare i progetti su cui sto lavorando. E poi, a differenza di altri candidati-assessori, io non sono in contrasto con la mia maggioranza o con il mio partito».
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