Sicurezza
Emergenza stazione Residenti in rivolta «Non viviamo più»
L’altra sera ennesima zuffa a bottigliate tra extracomunitari Benedetti scrive al prefetto: «Fate qualcosa al più presto»
MASSA. Ritorna l’emergenza sicurezza alla stazione. Nonostante gli interventi di restyling, nonostante i proclami di aumentare la sorveglianza siamo punto e a capo. I senzatetto infastidiscono i pendolari che cercano riparo nella sala d’attesa, i romeni che bivaccano sul prato di piazza IV Novembre sporcano all’inverosimile e gli extracomunitari quando cala il buio cominciano a fronteggiarsi a colpi di bottiglie rotte. Non solo: i residenti assicurano che sono tornate le prostitute. Un inferno, insomma.
Tanto che i commercianti hanno chiesto aiuto ai politici: «Se non lo facciamo ora che siamo sotto elezioni non lo facciamo più», hanno detto. Il primo a presentarsi è stato il consigliere comunale del centrodestra Stefano Benedetti, che ha incontrato una delegazione di queste persone che vogliono dare vita a un comitato e come primo atto vogliono raccogliere più firme possibili e presentare una richiesta d’aiuto al prefetto Giuseppe Merendino: «Noi qui non facciamo più vita».
«Ho incontrato diversi commercianti e residenti della zona - scrive Benedetti -. Si sono lamentati per la grave situazione di degrado, nonché di forte pericolo, a causa del numero di stranieri, principalmente romeni e marocchini, che hanno praticamente trasformato la stazione in una terra di nessuno, dove i passanti rischiano giornalmente aggressioni e molestie. L' intera area è sotto il controllo di bande di delinquenti che spacciano, giocano d'azzardo e si ubriacano».
E aggiunge; «Qualche sera fa si è scatenata una rissa con tanto di coltelli e bastoni e due giorni fa una ragazza per sfuggire all'aggressione di due suoi connazionali si è rinchiusa in un negozio, mettendo persino a repentaglio l' incolumità dello stesso proprietario. I cittadini lamentavano anche una situazione di estrema pericolosità anche all'interno della stazione, dove durante le ore notturne clochard che hanno alzato il gomito molestano i pendolari, soprattutto se di sesso femminile».
«Questo, in sintesi, è lo scenario che si presenta attualmente in questa zona e la gente del posto protesta per l' assenza delle forze dell'ordine, che non si fermano più neanche per una sosta di controllo o di preventiva», aggiunge il consigliere prima di assestare l’attacco politico. Che serve subito dopo: «Mi permetto di far osservare che anche le promesse dell'attuale giunta comunale, con in testa gli assessori Brizzi e Gabrielli, sono state vane e niente è mai stato organizzato in questi anni, se non una sola manifestazione di tolleranza verso le persone che sono il vero problema di questa zona».
Benedetti si rivolge a Merendino: «Signor prefetto, credo che sia venuto il momento di dire basta alla presenza di questi personaggi che hanno trasformato in una terra di confine questa zona. Penso che non sia assolutamente il caso di attendere la reazione dei cittadini e quindi bisogna agire subito per via istituzionale, organizzando un servizio costante giornaliero e notturno di prevenzione e repressione, non solo dei fatti criminosi, ma anche dei comportamenti e di identificazione dei frequentatori della piazza».
Benedetti tornerà alla stazione anche nei prossimi giorni per organizzare una manifestazione di protesta.
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