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Spaccio in cava dismessa Cinque anni e maximulta

Spaccio in cava dismessa Cinque anni e maximulta

Condannati due stranieri, il pm aveva chiesto per ciascuno un anno di meno L a deposizione di un brigadiere sul blitz a Marciaso, con sequestro di eroina

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CARRARA. Il traffico di sostanze stupefacenti in questi anni, pare si stia concentrando sempre più spesso al di fuori delle aree urbane, in zone isolate, in vecchia case, e nelle aree boschive. Un tentativo degli spacciatori per non essere scoperti dalle forze dell’ordine, ma le indagini dei carabinieri, nel caso affrontato ieri in tribunale davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, ha portato a identificare i protagonisti di un “giro” di eroina e al sequestro di 32 grammi, per complessive 122 dosi singole. Che sarebbero finite sul “mercato”.

I fatti risalgono al 10 ottobre 2011, quando il brigadiere della Compagnia di Carrara assieme a un collega, si era recato nella zona di Marciaso, a seguito di segnalazioni di uno spaccio di stupefacenti del tipo eroina. Hanno raggiunto da uno sterrato una cava dismessa e dall’alto hanno visto tre ragazzi: uno dei quali è poi stato arrestato, in quanto considerato l’occultatore della droga da vendere (ma vrebbe respinto glio addebiti). Mentre gli altri,, due fratelli tunisini, Saif e Samech Sageri, «portavano i clienti sul posto».

Un via vai di auto che arrivavano nei pressi della cava dismessa e poi le persone proseguivano a piedi verso quello che si era configurato agli occhi dei carabinieri che osservavano di nascosto, come un market della droga. In un paio di ore di osservazione i carabinieri hanno visto una decina di acquirenti. Hanno deciso di entrare in azione, ma per arrivare alla cava, hanno dovuto discendere e fare un giro di circa un chilometro.

Quando sono arrivati sul luogo dello spaccio, c’era solo uno dei tre individui che stavano tenendo d’occhio, che è stato accusato di detenzione a fini di spaccio. Hanno trovato 32 grammi di eroina in 12 involucri. La pm Soffio dispose poi che fossero identificati anche gli altri due individui.

I carabinieri hanno proceduto nelle indagini, identificando i due fratelli tunisini, peraltro arrestati nel dicembre 2011 in un’altra circostanza (non facente parte del processo di ieri). In aula è stato sentito il dottor Palla, incaricato di analizzare la droga sequestrata: si tratta di eroina già tagliata e di qualità abbastanza buona (una percentuale del 9,8%).

I rispettivi legali dei due imputati, hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti: nel caso di Samech Sageri in subordine la modica quantità, nel caso di Saif Sageri il difensore ha sostenuto che non ci sono prove certe del suo coinvolgimento. I due procedimenti a carico degli imputati (che non erano in aula) sono avvenuti consecutivamente nella mattinata, anche se il fatto per cui sono finiti sotto accusa è lo stesso.

Il pm dottoressa Navarrini ha chiesto la condanna a 4 anni e la multa di 18mila euro, per entrambi. Il giudice Ferri, ha inflitto una pena detentiva maggiore: di cinque anni, abbassando la multa a quindicimila euro.(c.cat.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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