Il Tirreno

Ponte 63: spese assurde per la scorta ai tir

Il comitato di Serricciolo denuncia anche l’aumento spropositato dei mezzi sulla provinciale di Quercia

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AULLA. Il comitato “Ponte 63”, nato a seguito del crollo del ponte di Serricciolo, denuncia «il continuo aumentare del numero dei mezzi pesanti sulla provinciale 19 di Quercia e Olivola, che, oltre a mettere in gravissimo pericolo la sicurezza stradale, come dimostrano i dati sui sinistri in continuo aumento, sta vanificando i lavori eseguiti per 300mila euro dall’Anas».

Inoltre il comitato si sofferma sul fatto che il transito dei mezzi pesanti è autorizzato solo in determinate fasce orarie e scortato da addetti e mezzi della Polizia municipale, con spesa in carico all’Unione dei Comuni, spesa che il comitato prova a quantificare: «Ora, a parte il fatto che molti mezzi passano anche al di fuori delle fasce orarie previste e senza alcuna scorta, abbiamo provato a fare due conti su quanto costi all’Unione di Comuni, cioè a noi cittadini, il servizio di scorta, che, a oggi, è organizzato su due turni giornalieri con quattro persone e tre auto per turno, per cinque giorni alla settimana. Facendo riferimento ad uno stipendio medio netto di mille e 300 euro mensili e a una durata del servizio non inferiore ai cinque mesi, cioè fino al prossimo luglio, data prevista dagli ottimisti per la consegna del ponte definitivo, il costo delle scorte supera abbondantemente i 100mila euro solo per il personale, a cui vanno aggiunte le spese per i mezzi e senza contare eventuali straordinari. A ciò si aggiunga il costo sociale ed economico in cui versano le comunità e le attività commerciali e produttive della zona, a causa di un isolamento che ha già determinato la perdita di molti posti di lavoro e opportunità occupazionali future, anche in previsione dell’imminente stagione turistica estiva, che, in assenza di un’adeguata viabilità, è destinata a vedere il crollo verticale delle presenze. Alla fine della vicenda, tra il danno arrecato dai tir alla provinciale 19, appena sistemata con 300mila euro di denaro pubblico, il costo delle scorte e le perdite economiche, la comunità locale – prosegue il comitato “Ponte 63” - dovrà farsi carico di un danno che si sarebbe potute evitare se l’Anas avesse fatto da subito quello che aveva promesso per riaprire al transito la strada statale 63, con soluzioni provvisorie, ponte Bailey o guado, mettendo così al sicuro la vita di tutti e la circolazione stradale in un territorio la cui viabilità da anni versa nel pressoché assoluto abbandono”. Il comitato, tra l'altro, chiederà che i consiglieri comunali approfondiscano un eventuale danno erariale e di una conseguente segnalazione alla Corte dei Conti».

Gianluca Uberti

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