Proteste
«Non sono colpevole» nominato un perito
CARRARA. Ieri in tribunale davanti al giudice Cosimo Maria Ferri ha parlato Paolo Giampaoli, 40 anni, accusato di omicidio colposo, a seguito di un incidente stradale avvenuto il 2 aprile del 2011...
CARRARA. Ieri in tribunale davanti al giudice Cosimo Maria Ferri ha parlato Paolo Giampaoli, 40 anni, accusato di omicidio colposo, a seguito di un incidente stradale avvenuto il 2 aprile del 2011 sul viale XX Settembre alla Doganella. Furono investite due donne mentre attraversavano, e una delle due, di 78 anni, pochi giorni dopo morì a seguito delle lesioni riportate. Era stata ricoverata all’ospedale di Massa. I rilievi dell’incidente vennero effettuati dai vigili urbani. Ieri Ferri ha nominato un perito.
«Lo dico da due anni, – ha dichiarato in aula Giampaoli difeso dall’avvocato Anna Ida Conti – non mi sento colpevole di ciò di cui sono accusato». Ha rievocato quel giorno. «Le perizie delle rispettive consulenze della procura e della difesa – ha poi spiegato a udienza conclusa l’avvocato Conti – sono difformi, per cui ora attendiamo quella del perito del tribunale». Infatti, per chiarire la dinamica dell’incidente, il giudice Ferri ha nominato ieri un suo perito di fiducia, l’ingegner Orazio Lacanà con studio a Pistoia, che comincerà il suo lavoro l’8 aprile prossimo.
Il giudice gli ha dato 40 giorni di tempo per consegnare la relazione, e nella prossima udienza di maggio sono previsti l’esame del perito e la discussione.
Ieri l’imputato ha raccontato dell’incidente avvenuto nella zona della Doganella, nel pomeriggio del sabato 2 aprile del 2011. Ha detto che stava percorrendo in auto il viale verso mare, «a una velocità inferiore ai 50 chilometri». Ha detto che davanti a lui un’altra auto ha effettuato una frenata decisa e che anche lui ha frenato. «Le targhe si sono toccate. Non è stato neanche un tamponamento. Scendo, pensando che non sia accaduto nulla, e vedo due persone a terra. Le soccorro».
Secondo il racconto di Giampaoli, il tutto sarebbe avvenuto qualche metro prima delle strisce pedonali, e l’urto con la vettura che lo procedeva e che ha frenato, sarebbe avvenuto quando la sua auto, anch’essa in frenata, era ormai ferma. «C’è stato un contatto».
Ferri gli ha chiesto degli esami del sangue a cui fu sottoposto dopo l’incidente, e che avrebbero evidenziato etanolo. L’imputato ha detto che aveva consumato un pasto ma che alla guida era «perfettamente lucido».
Un racconto senza incertezze, il suo, nel convincimento di non avere responsabilità. «Lo dico da due anni. L’auto davanti a me ha frenato in modo incredibile, la mia velocità era irrisoria». «Ho spostato la mia auto, consapevole di non avere fatto nulla. Ritenevo di essere un testimone dell’incidente, non immaginavo che mi sarei trovato accusato».
Ferri, per chiarire fino in fondo la dinamica dell’incidente, dopo avere nominato il perito di fiducia gli ha formulato un quesito, per accertare la dinamica dell’accaduto e i probabili punti d’urto.(c.car.)
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