Sicurezza
Bertocchi: «Un museo e una città più europea»
Messa in sicurezza del territorio e dialogo con l’economia al primo posto ma anche una grande attenzione alla cultura e al rilancio del turismo
MONTIGNOSO. Emanuele Bertocchi, 52 anni operatore del privato sociale ed esperto del territorio, profondo conoscitore della storia locale, anche poeta. Si candida alle primarie del centrosinistra per ultimo, dopo aver aspettato che le regole fossero chiare e trasparenti: «Le primarie sono un fatto storico per la Città – inizia Bertocchi – per la prima volta i cittadini sono chiamati a scegliere senza alcun vincolo di partito, il proprio candidato a sindaco. Da sempre mi sono battuto affinché i partiti si aprissero ai cittadini nella scelta della loro classe dirigente e delle loro rappresentanze elettorali, è anche per questo che ho deciso di essere protagonista di questo evento per la nostra città. Il secondo motivo è stato anche quello di offrire alla cittadinanza l'opportunità di votare un non ex assessore».
Come sta andando questa breve campagna elettorale?
«Sto vivendo questo tempo in maniera esaltante, è un misurarsi con i problemi reali della città, riscontrare che nonostante la forte crisi che stiamo vivendo esiste un grande capitale sociale su cui costruire una nuova stagione di sviluppo, più che una scadenza elettorale la ritengo una vera e propria esperienza sociale e culturale.
Quali sono le sue priorità?
«Messa in sicurezza del territorio rispetto al rischio idrogeologico e sismico. Lanciando una vera e propria “vertenza apuana” in una logica di rivendicazione di risorse economiche che coinvolga tutte le Città che vivono ai piedi delle Apuane. Rinsaldare la coesione sociale e recuperare il senso di appartenenza ad una terra meravigliosa, dando vita ad una comunità solidale che non abbandoni nessuno nel bisogno e nella solitudine.
Saranno anni difficili per i sindaci senza soldi. Tutti parlano dei finanziamenti europei. Come si potranno fare opere?
«Parlando di Europa dobbiamo avere il coraggio di portare i nostri progetti a livello multinazionale, per accedere ai finanziamenti che premiano il raccordo fra le nostre intelligenze e quelle europee. Dobbiamo in poche parole aprirci all’Europa, creare rapporti con regioni e città europee con le quali condividere obiettivi. Sapendo che comunque l'Europa finanzia opere immateriali ma che sono comunque determinanti per far rialzare la testa alla nostra terra, con le nuove tecnologie, le energie rinnovabili, l'ambiente inteso come fattore di sviluppo e non di limitazione alle imprese.
Un’idea per la cultura...
«Massa è una delle "capitali" dell'antico popolo degli Apuani, il nostro patrimonio archeologico giace dimenticato in qualche scantinato dei musei Nazionali o sparso in quelli delle città limitrofe. Il fenomeno delle Statue Stele è uno dei fenomeni archeologici più importante della Toscana, così come quello dell'incastellamento della nostra terra operato dal Vescovo Conte di Luni e dalla famiglia Malaspina. La Via Francigena grande tracciato di strada medievale, che alla Taberna Frigida aveva uno dei suoi snodi più importanti, basti pensare al Portale di Mastro Biduino che almeno nella sua riproduzione deve tornare a casa. Non siamo figli di una “storia minore” dobbiamo avere consapevolezza del ruolo che possiamo svolgere in Toscana e perché no anche in Liguria essendo un territorio di cerniera fra le due Regioni. Creare un polo museale che coinvolga Palazzo Ducale e Castello Malaspina che favorisca l'intercettazione dei flussi turistici delle principali città d'arte italiane. Creare spazi per favorire l’esibizione in città di tutti i massesi che si stanno facendo strada nel mondo».
Parliamo di turismo.
«Il turismo ha bisogno di una cabina di regia che sappia coinvolgere tutti gli operatori, ma anche tutte le infrastrutture pubbliche, mettendo a regime tutte le risorse disponibili con la consapevolezza che ad oggi la principale fonte di attrazione turistica nella nostra città è il mare, ma che deve essere integrato con forme di presenza turistica legate all'impareggiabile bellezza della nostra terra».
Come si aiuta il commercio locale?
«Il commercio locale è caratterizzato dalla grande distribuzione, occorre saper valorizzare le presenze nei nostri borghi di un commercio di servizio determinante per il mantenimento e la presenza delle persone nelle zone più periferiche della città. Per quanto riguarda il centro storico io credo che la creazione del polo museale diventi il vero motore di nuovo sviluppo per la ristorazione la ricettività turistica, e per tutte quelle realtà commerciali che fanno già oggi del nostro centro storico un luogo di bellezza».
Quali sarebbero le prime cose da fare se diventasse sindaco?
»Polo Museale, Palazzo Ducale Castello Malaspina, inoltre chiederò al sindaco uscente di farmi sapere quali sono i progetti pronti da far partire immediatamente, quindi insieme alle categorie economiche, anche mediante un loro diretto coinvolgimento daremo il via ad una nuova stagione di partecipazione per portare la nostra Città nel futuro».
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