Attenzione
Appaltopoli al carcere, parla Gabrielli
Il capo della Protezione civile testimone al processo. «Diedero a me l’esposto che accusava l’ex direttore del penitenziario»
MASSA. È arrivato e se ne è andato nel giro di una mezz’ora Franco Gabrielli. il capo della Protezione civile era scortato dal responsabile della squadra mobile Antonio Corcione. Gabrielli era stato citato come testimone dalle difese dei tre imputati del processo sull’appaltopoli in carcere: l’ex direttore Salvatore Iodice, l’ex contabile del penitenziario Salvatore Cantone e l’ex funzionario Stefano Tendola. Il capo della protezione civile doveva chiarire un punto controverso che riguardava la testimonianza di un’altra persona: l’imprenditore Franco Fulvio Fratoni. Era stato lui a tracciare un curriculum per nulla lusinghiero di Iodice che poi era finito alla direzione amministrativa penitenziaria. Contestava delle negligenze non solo a Massa, ma anche nelle altre case circondariali che aveva diretto.
A maggio 2012 Fratoni aveva negato di aver consegnato quell’esposto a Gabrielli, quando quest’ultimo era prefetto dell’Aquila. Ma c’erano delle carte che dicevano il contrario. Il capo della Protezione civile ha chiarito il punto: «È stato Fratoni a dirmi di consegnare quel documento perché era un mio vicino di casa e in quel momento si fidava soltanto di me. Io come l’ho preso l’ho girato alla direzione amministrativa». Quasi telegrafico. La difesa di Iodice adesso si riserva di presentare in procura un esposto contro Franzoni: «Valuteremo se per falsa testimonianza oppure se per calunnia», ha annunciato l’avvocato Riccardo Balatri.
Poi ha testimoniato l’ex capo della squadra mobile apuana Enrico Tassi. Al dirigente della polizia è stato chiesto di spiegare alcuni aspetti tecnici delle intercettazioni ambientali eseguite nell’ufficio di Iodice, ma lui non è potuto entrare nel dettaglio: «Non sono io che ho eseguito le intercettazioni, quindi non posso esservi utile».Infine gli imputati: Iodice e Tendola si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del pm Rossella Soffio, ma rilasceranno delle dichiarazioni spontanee in seguito. Mentre Cantone, difeso dall’avvocato Luca Pietrini, ha voluto respingere un’accusa che gli è stata contestata: i lavori che l’imprenditore Prospero Santacroce, titolare delle ditte che avevano ottenuto la maggior parte degli appalti dei lavori di restyling della casa circondariale, ha eseguito nella sua abitazione. «Non è vero né l’importo né le modalità, io ho pagato fino all’ultimo centesimo».Poi ha contestato l’inerzia dell’ufficio del provveditorato: «Non ascoltavano le nostre sollecitazioni».
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