Il Tirreno

Villa Undulna chic, quando la ricchezza arriva dal fango

di Melania Carnevali
Villa Undulna chic, quando la ricchezza arriva dal fango

La crisi ha dimezzato il periodo di pernottamento dei clienti Ma i proprietari rilanciano: «Aspettiamo massesi e lucchesi»

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CINQUALE. Hotel e residence, ristorante e centro termale, un labirinto di stanze e corridoi, e un giardino di trentamila metri quadrati con pini, palme ed essenze tipiche della vegetazione mediterranea. È Villa Undulna, hotel quattro stelle e punta di diamante delle strutture ricettive della zona, che dà lavoro – in alta stagione - a una quarantina di dipendenti, due terzi dei quali donne, alla quale si aggiungono quattro medici: una direttrice sanitaria, dermatologa e specializzata in idrologia termale, e tre dermatologhe ed endocrinologhe.

Villa Undulna, infatti, non è un semplice hotel, ma un vero e proprio centro termale per la cura e prevenzione delle malattie artroreumatiche e per la medicina riabilitativa. Ed è proprio questa sua caratteristica ad attirare diversi clienti. «Noi abbiamo tanti clienti fidelizzati – spiega Francesca Bartozzi, una delle proprietarie – che spesso tornano anche più volte l'anno. Alcuni sono clienti anche dell'hotel, altri alloggiano in altri alberghi o case e vengono solo per le terme. Questa è la nostra peculiarità».

Due le caratteristiche di questo centro termale. In primis l'acqua salsobromodica che sgorga dal sottosuolo batteriologicamente pura e ad una temperatura di 17 gradi, acqua ricchissima di iodio, sodio e bromo che aiutano a contrastare la degenerazione dei tessuti. Villa Undula, poi, è l'unico centro termale in Italia a utilizzare la torba, al posto dei fanghi. La torba è un prodotto vegetale che si crea nel processo di carbonizzazione. «A differenza dell'argilla con cui si ricavano i fanghi – spiega la proprietaria – che acquisisce le proprietà solo se mescolata con acqua termale, la torba ha delle caratteristiche dermopurificanti, drenanti e antisettici, in sé, senza bisogno dell'acqua termale».

Come ogni centro termale è poi dotata di un'area benessere con una sauna in legno, il bagno turco completamente in marmo, il percorso kneipp e la doccia aromatica. Un'altra area è poi dedicata ai trattamenti massoterapici sia della tradizione occidentale sia di quella orientale, tra cui o Shiatsu e la Tuina. «Offriamo tutto il percorso termale – continua la Bartozzi – ed è un peccato che molte persone del posto non ne usufruiscano. Tra i nostri clienti, prevalentemente italiani, capita raramente che venga qualche massese o lucchese».

Aperte del 1998, dopo il riconoscimento ministeriale, le Terme della Versilia, e di conseguenza anche l'hotel, hanno visto una crescita continua di clienti. Nel 2004 la proprietà decide di tenere aperte le terme tutto l'anno: fino ad allora rimanevano aperte come l'albergo solo da Pasqua fino a ottobre. Nel 2010, con l'inasprimento della crisi economica, gli affari hanno incominciato, come da tutte le parti, a rallentare. Ma qui non si sono persi d’animo e si sono rimboccati le maniche. «Fare un cura termale costa – spiega Bartozzi – e sono spese che oggi vengono ridotte: non c'è più la cultura sociale delle terme. Ma anche il tipo di vacanza è cambiata: prima avevo clienti che stavano in hotel settimane, ora al massimo un settimana o solo un weekend. Inoltre bisogna aggiungere che questo hotel attira un certo target di clienti che normalmente si indirizzano verso Forte dei Marmi. Benché noi siamo solo a tre chilometri nei motori di ricerca su Internet risultiamo su un altro comune e questo un po' penalizza».

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