Sicurezza
Evangelisti: «Prima di tutto il lavoro»
L’ex parlamentare punta l’indice anche sulla questione morale: «Asl, cimiteri, Cermec : stop alla politica disinvolta»
MASSA. Fabio Evangelisti, una lunga storia d’impegno politico e parlamentare (cinque volte) alle spalle, inizia la sua attività nel Pci, dall’85 al ’90 segretario provinciale a Massa Carrara, consigliere comunale a Massa nel 1990, Presidente dell’Azienda di promozione turistica apuana, alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1992 per il Pds, poi nel 2006 e nel 2008 con l’Italia dei Valori, di cui diventa anche segretario regionale, fino al suo addio al partito: ha tentato invano di portare l’Idv verso l’alleanza con il Pd. Di Pietro non gli ha dato (Ahilui) retta.
Oggi si candida alle primarie di centro sinistra per la candidatura a sindaco di Massa: «Sono molto soddisfatto per la risposta dei cittadini- inizia Evangelisti- per i temi che ho potuto affrontare e affinare con loro».
Quali sono le sue priorità per la città?
«Il lavoro, perché non c’è una famiglia massese che non sia in ansia per un figlio o nipote, che oggi non lavora. Poi l’alluvione: sono stato in Candia a San Lorenzo a vedere i disastri e i danni che toccano ancora migliaia di famiglie e credo che la prima opera pubblica dovrà essere la messa in sicurezza del territorio. Poi guardo ad un nuovo approccio etico, perché in una piccola città se esplode lo scandalo Asl, quello del Cermec, quello dei cimiteri e del carcere, vuol dire che c’è stato, come minimo, un approccio disinvolto della cosa pubblica».
Nel suo programma vede una città pulita. In che modo?
«Dall’inizio della mia campagna è stato un tema ricorrente. Tutti vogliono una città più pulita. Partirei da una cosa semplice, le deiezioni dei cani: abbiamo due piazze belle e nuove dove ci portano i cani a passeggio. Questo non può succedere. Tutti amiamo gli animali ma ci vogliono spazi adeguati. Parchi, per cani di piccole e grandi taglie, attrezzati con sacchetti e paletta. Succede in tutte le grandi metropoli e nei piccoli borghi italiani. Perché qui no? Poi dovremo concentrarci sulla raccolta dei rifiuti, su una vera raccolta differenziata e sperimentare il porta a porta, eliminare i cassonetti maleodoranti, creare stazioni di stoccaggio di rifiuti lontane da Marina di Massa, dove albergatori e balneari possano portare i loro rifiuti in estate. Io li ho contatti e sarebbero disponibili a farlo».
Parliamo di sport...
«Mi piace vedere una città dello sport e che fa sport, perché lo sport fa crescere, è rispetto dell’avversario e delle regole. Prendiamo il rugby, dove esiste il terzo tempo, cioè in campo ci si ‘mena’ per vincere, ma alla fine della partita i giocatori vano a bere la birra insieme. Questo deve essere lo spirito. Poi servono gli impianti per praticare lo sport, noi non ne abbiamo. C’è poco da fare, bisogna costruirli o ristrutturarli, trovando accordi con i privati e finanziamenti statali, europei o regionali. Ragionavo anche su sport e donne: una statistica dice le per le donne esiste solo la pratica sportiva a pagamento, sul genere palestre, cioè sono quelle che spendono di più per fare attività sportiva e bisogna tenerne conto».
Un’idea sulla viabilità...
«Io parlo di città vivibile e intendo che Massa deve essere agevolmente raggiunta da tutti. Sono state fatte le piazze ma senza parcheggi. I negozi chiudono, si allontanano dal centro storico. Giusto o sbagliato il problema sta nella mancanza di parcheggi. Ho in mente, sarà un sogno, un intervento che non costerebbe molto, sul fiume Frigido come area di parcheggio, un ascensore e un ponte sopra il fiume che porti direttamente alla maternità e poi in centro città. Poi credo che l’area del mercato coperto sia quella giusta per un parcheggio sotterraneo».
Con più parcheggi si salvano le attività commerciali? «Non solo. Occorre far vivere le nostre piazze e i nostri beni storico-culturali. Il castello Malaspina non può rimanere aperto solo una volta ogni due anni per Spino Fiorito, il Palazzo Ducale, parlando con amici, storici, artisti, è considerato una delle strutture espositive più belle da Genova a Livorno ma è morto. Certo non è di proprietà del comune, ma potrebbero nascere convenzioni, fondazioni culturali che pensino anche a mostre di scultura all’aperto, ad eventi in piazza e dentro il Palazzo. Solo così anche il commercio ritroverebbe slancio».
Ci pensa a Marina di Massa?
«Certo, di solito le campagne elettorali si concentrano sul centro città, mentre Marina è un punto essenziale. Vive di stagionalità, pulsa nei mesi estivi, poi viene dimenticata. Neanche le luci di Natale a dicembre. Noi dobbiamo fare in modo che la stagione si allunghi, che sia piacevole fare shopping anche in inverno. E poi riportiamo un po’ di eleganza nel centro di Marina che ci aiuterebbe a rilanciare le attività commerciali. Ho lavorato una vita per una migliore integrazione di tutti, ma andare sul pontile e vedere solo tendine bianche che vendono collanine, non mi sembra il miglior contributo al rilancio culturale e turistico della nostra Marina».
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