Sicurezza
Pucci: «Il Fescione? Il mio sì alla foce è condizionato»
Il sindaco di Massa sullo sbocco a mare diretto del canale «Solo acque in eccedenza, il resto nel fiume Versilia»
MONTIGNOSO. Divide, fa discutere, prima ancora di essere presentato ufficialmente, il progetto di dare una foce a mare diretta al Canalmagro Fescione, facendolo sbucare dove c’è la spiaggia libera, in territorio di Massa.
La Regione, su spinta di Montignoso ma sentita anche Massa, ha messo in campo quasi 4 milioni di euro per la messa in sicurezza del canale che, partendo da Pasquilio arriva quasi al mare dopo aver ricevuto il fosso Tomba da Montignoso. Quasi perchè arrivato all’altezza del lungomare, al confine con Massa, zona Versilpark, il canale poi sterza verso il fiume Versilia e quindi il Cinquale, seguendo la lama naturale, in parte intubato e in parte allo scoperto, attraversando la Buca degli Sforza e inabissandosi in una strettoia sotto la strada Intercomunale e sotto il parco dell’Undulna per riemergere poi nel comparto già edificato e arrivare al Versilia.
L’idea è quella di rendere sicure così l’area del Campaccio su Massa ma anche tutta al fascia a mare, certamente quella al di sotto di via Verdi e via Gramsci su Montignoso. Idea giusta? Vale la pena di spendere milioni per costruire argini fin sul mare? O è meglio prima sistemare tutte le tombature dei canali fatte su Massa e Montignoso, ridefinendone le portate?
Intanto è il sindaco di Massa, Roberto Pucci a far chiarezza. «Ho dato parere favorevole alla foce a mare ma a condizioni ben precise - spiega - Tra l’altro il progetto ancora non l’ho visto e quindi non so quale soluzione sia stata adottata nella progettazione. Quali condizioni? Ho detto sì ad un canale diretto a mare per le acque eccedenti, solo per le acque eccedenti. In caso di piena ecco che uno sfogo diretto a mare potrebbe avere una sua validità. E questo ha valore soprattutto d’inverno. D’estate a cose normali il Canalmagro è asciutto. Ripeto però, non ho ancora visto il progetto e quindi non so come tecnicamente verrà portata avanti questa soluzione». In sostanza Pucci pensa più ad uno sfioro che non ad una vera e propria foce di fiume.
Il Canalmagro è un canale artificiale. Venne realizzato nel 1848 dall’ingegnere ducale Raffo per incanalare le acque che altrimenti allagavano Montignoso e Turano. Dieci anni dopo la foce era già completamente chiusa perchè mancava la portata per superare la zona dunale. Un fatto naturale che è difficile pensare che non possa ripetersi. Anzi, è una certezza visti i casi analoghi sulla costa apuoversiliese.
E allora ha davvero senso percorrere questa strada spendendo milioni di euro?
Stefano Benedetti, consigliere comunale del Pdl di Massa, insiste: è un intervento costoso soprattutto rispetto ad analoghi interventi di messa in sicurezza idraulica. «Quattro milioni per portare un canale sulla spiaggia di Massa, alla spiaggia libera comunale, tra l’altro con una curva forzosa nell’ultimo tratto che ne ridurrebbe l’efficacia tecnica. Una somma troppo alta rispetto agli importi destinati ad altri importanti interventi di sicurezza del territorio, come quello di arginatura idraulica tra via Pietrasanta e via Silcia, finanziato per un importo di 400.000 euro, oppure il progetto di rifacimento dei ponti del Ricortola che ha ottenuto un finanziamento di soli 1.800.000. Si intervenga invece sulle tombature di fossi e canali della zona. Non si capisce il motivo per il quale la Provincia ha provveduto ad ordinare la rimozione delle tombature ai Comuni di Massa e Carrara, omettendo di fare la stessa cosa per il Comune di Montignoso. Cosa c’è sotto questa voglia di spendere?».
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