Il Tirreno

PARLA DON RAFFAELLO

«Papa Francesco a Carrara? Chissà...»

«Papa Francesco a Carrara? Chissà...»

CARRARA. Al momento è un sogno, un forte desiderio. Ma chissà: a sentirli parla sembrano avere così tante cose in comune Papa Francesco e don Raffaello Piagentini, che una visita del Pontefice agli...

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CARRARA. Al momento è un sogno, un forte desiderio. Ma chissà: a sentirli parla sembrano avere così tante cose in comune Papa Francesco e don Raffaello Piagentini, che una visita del Pontefice agli alluvionati di Carrara non appare poi così impossibile. «Calma - dice il parroco del Duomo della città - queste sono cose che spettano al vescovo. Sarebbe un grandissimo evento per Carrara e per tutta quella che gente che ha sofferto e che continua a soffrire, ma niente è impossibile. Ricordo che qui da noi doveva venire papa Wojtyla: magari ci sarà l'occasione per abbracciare papa Francesco. Sarebbe magnifico».

Nell'attesa, don Raffaello porta avanti la sua "missione" partendo dalla vicinanza agli ultimi, con quell'amore scoperto per Cristo molti anni fa. E in occasione della Pasqua rivolge questo messaggio a tutta la città. «Ricordate che Cristo continua a soffrire con chi soffre, a sentire dolore con chi sente dolore, a piangere con chi versa la lacrime. Cristo ha condiviso la morte con noi per poi "assassinarla", per poi distruggerla. Ecco il significato della Pasqua, ecco la grandezza dell’amore di Cristo, che si traduce anche nel perdono verso chi lo ha messo in croce».

Ed è per questo che, secondo don Raffaello, anche chi ha vissuto il disastro dell'alluvione non devi sentirsi dimenticato, non deve sentirsi solo. «L'amore di Cristo, ultimo tra gli ultimi è con loro», ripete il parroco del duomo di Carrara.

Un concetto, quello dello stare con gli ultimi, in questi giorni spesso esaltato proprie dalle parole di papa Bergoglio, che come don Raffaello piace stare in mezzo alla gente, magari in bicicletta. «Per favore, evitiamo gli accostamenti. Papa Francesco mi piace perché è un papa semplice, è un pastore che riesce a dare dignità agli ultimi, come è successo in occasione del rito della lavanda dei piedi. Per certi versi mi ricorda papa Giovanni Paolo. Insomma, sarebbe davvero bello accoglierlo a Carrara. E chissà…». (ma.mo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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