Sicurezza
E palazzo civico incassa 1,6 milioni di tasse
Ma la produzione di blocchi è in calo e gli introiti, dopo quattro anni di crescita, scendono
MASSA. Un calo sensibile dopo l’anno record (che è stato il 2011). Ma non un tonfo, come invece si temeva guardando i dati del primo semestre 2012. Le entrate del Comune derivanti dalla tassazione sul marmo – che sono dipendenti in buona parte dai volumi dell’attività estrattiva – sono andata giù nel corso dell’anno passato. Gli introiti complessivi sono stati di 1 milione e 572mila euro. L’anno precedente, il 2011 aveva registrato il picco di incassi per il Comune: 1,666 milioni di euro. Osservando gli introiti degli anni precedenti, si può osservare come dal 2008 (1.108.293 euro di incasso) agli anni successivi ci sia stato un progressivo aumento degli introiti: 1.375.000 euro nel 2009, saliti a 1.476.798 nel 2010 e a 1.666.768 nel 2011. Nel 2011, dunque, c’è stata la prima flessione dopo anni di segni “più”.
Complessivamente, comunque, fanno notare dall’amministrazione civica, la tassa marmi (che si applica con valori diversi su blocchi e scaglie) più i canoni di concessione delle cave, hanno portato nelle casse comunali, dal 2008 al 2012 poco meno di 7,5 milioni di euro.
Insomma, dicono in Comune, la tassazione sul marmo è una risorsa significativa per il bilancio di palazzo civico. Ma, soprattutto, le cave sono una ricchezza per l’economia del territorio. «Ed è seguendo questo principio, cioè quello dell’utilità pubblica, che il Comune persegue la sua politica in materia di cave ed attività estrattive», dice l’assessore Andrea Ofretti.
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