Finanza
Minacce alle baby prostitute
Clan dei romeni alla sbarra, intercettazioni shock in aula
MASSA. «Ti spezzo le gambe, ti lascio su una sedia a rotelle», «sei la mia schiava per tutta la vita»: sono alcune delle minacce rivolte da uno dei componenti della “banda dei romeni” che avevano costretto, prima con promesse e lusinghe, poi con il terrore, ragazzine romene tra i 14 e i 17 anni a prostituirsi sul lungomare apuano. Il clan è stato smantellato da un’operazione della polizia nel luglio del 2011 che ha portato al processo nove persone fra italiani, romeni e marocchini a vario titolo accusati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.Ieri in tribunale si è tenuta un’udienza del processo a carico dei nove, udienza interamente dedicata alla deposizione dell’ispettore di polizia che condusse le intercettazioni telefoniche nell’ambito dell’indagine. Ebbene, dalla ricostruzione dell’investigatore è emerso come le ragazze subissero un controllo costante e pesanti minacce da parte dei loro aguzzini. Furono proprio alcune delle giovanissime lucciole a ribellarsi e a raccontare agli uomini della mobile di Dulvi Corcione. Il processo proseguirà il 19 aprile, quando inizierà la deposizione degli imputati, tre dei quali erano presenti ieri in aula.
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