Finanza
Boom dell’export ma 1.500 ditte chiuse
Le aziende hanno venduto prodotti per 1,8 milioni, la provincia in testa alla Toscana. Positive anche le importazioni
CARRARA. Un boom storico dell’export della nostra provincia verso l’estero: è il dato eclatante che emerge da un’indagine dell’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio, su dati Istat. Nel 2012 le esportazioni della nostra provincia hanno toccato il valore complessivo di 1,8. milioni di euro. di prodotti venduti, con un più 51,2% in più rispetto al 2011. Massa Carrara risulta in testa a molte lunghezze di distanza dalle altre province della Toscana che complessivamente è crestuta del 6,9%. Al balzo apuano ha contribuito anche il Nuovo Pignone, ha sottolineato Massimo Marcesini dell’Isr, ma anche senza questa presenza il dato sarebbe stato comunque positivo. «Esupera le più rosee pervisioni». Ma c’è l’altra faccia della medaglia, evidenziata dal presidente dell’Irs, Gianfranco Oligeri: «Nel 1012 hanno chiuso in provincia 1.513 imprese, fra individuali e non, di cui 369 del commercio, 316 del manifatturiero e 225 delle costruzioni. Vuol dire quattro chiusure al giorno. Di tutte questa, 481, cioè oltre un terzo, si trovano in procedura concorsuale, cioè nell’iter di fallimento, con li strascichi che ciò comporta per dipendenti e fornitori».
Una forbice strana per questa provincia, che da un lato exporta di tutto e in tutto il mondo, dall’Africa all’Australia, dall’Europa all’Oriente. E dall’altro perde aziende (e quindi occupazione).
Nel territorio apuano, operano anche grandi società che hanno la propria centrale altrove, e che realizzano capitali che solo parzialmente hanno ricadute locali. Ma, fanno notare all’Istituto di studi e ricerche, l’elemento positivo è che queste società hanno scommesso su questo territorio.
Tutti spunti per un’analisi che verrà approfondita nel Rapporto Economia che l’Irs sta preparando per il prossimo giugno. L’indagine attuale è una anticipazione su aspetto di grande novità relativo ai dati sull’export all’estero. «Che ci indicano – ha detto Marcesini – che il modello dell’esportazione è una delle possibili vie di uscita dalla crisi». Un export che incide per il 30% sul surplus toscano, e per il 4,4% sul risultato positivo a livello nazionale. «A consuntivo 2011 avevamo ottenuto, per la provincia di Massa Carrara, una diminuzione delle esportazioni del -8,6% e delle importazioni del -10,8%, una situazione negativa che mostrava ulteriori preoccupazioni se comparata con le dinamiche regionali e nazionali, che ottenevano, sia per l’export che per l’import, valori opposti ed in netta crescita», si legge dell’indagine .
«I dati Istat ci dicono che il 2012 sarà ricordato come l’anno record per le esportazioni apuane».
I primi sei prodotti esportati maggiormente nel 2012 sono: macchine (motori, turbine accessori - e in questo troviamo l’attività principalmente del Nuovo Pignone), per 897 milioni di euro 8il 50% del totale dell’export), per lo più verso l’Australia, ma anche in Malaysia, Corea del Sud, Qatar e Cina.
I marmi lavorati, per 292 milioni (16,3 dell’export totale) verso Paesi, dall’Arabia Saudita, agli Usa, al Regno Unito.
Il marmo grezzo, per 143 milioni (8%), principalmente verso la Cina. I prodotti chimici per 104 milioni (5,8%) che hanno cambiato il primo mercato di riferimento: dal Giappone sono passati all’Europa, segnatamente Germania e Francia. Altri macchinari, per 101 milioni (5,7%) verso Australia 8il 66 pre cento) e altri Paesi. Infine le macchine per la formatura di metalli e altre macchine utensili, per 55 milioni (3,1%) verso l’Arabia Saudita, e poi India, Turchia, Cina e Brasile.
Una provincia, quindi, che produce e vende in ogni angolo della terra.
«Se valutassimo l’andamento delle vendite all’estero escludendo il comparto dei Macchinari, avremmo comunque un risultato a consuntivo 2012 più che soddisfacente, con circa 123 milioni di euro di saldo positivo, per una variazione in termini percentuali del +21%. Un dato che testimonia che l’andamento complessivo delle vendite è frutto certamente della meccanica, ma anche di altri settori economici sempre più competitivi nei mercati esteri».
In ascesa anche le vendite di apparecchiature elettriche e non, con un valore superiore ai 25 milioni di euro, seguono con 24 milioni di euro le navi ed imbarcazioni, con 12 milioni.
Le variazioni negative ritulano quelle della carta e prodotti di carta, che perdono nell’ultimo anno circa 2,5 milioni di euro, e quella dei computer e prodotti dell’elettronica, con un decremento di circa 1,3 milioni rispetto al 2011.
Il comparto lapideo ha ripreso a crescere nell’ultimo triennio «recuperando quasi totalmente i livelli delle vendite precedenti alla crisi», per cui l’indagine parla di una ripresa del settore della lavorazione del materiale lapideo, almeno per quanto concerne le vendite all’estero.
Lo studio, affronta, ma solo in estrema sintesi l’import della provincia apuana: nel 2012 ha fatto registrare un valore di circa 523 milioni di euro, in aumento rispetto al 2011 di circa 46 milioni (più 9,7%) «ottenendo il miglior risultato dell’intero panorama regionale: più 1 per cento».
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