Proteste
Sulla proprietà delle cave è scontro in commissione
CARRARA. A partire da quest’anno verrà abrogata la convenzione secondo la quale il Comune partecipava con 281mila euro alla quota prevista per il finanziamento del Soccorso Cave. Tale quota d’ora in...
CARRARA. A partire da quest’anno verrà abrogata la convenzione secondo la quale il Comune partecipava con 281mila euro alla quota prevista per il finanziamento del Soccorso Cave. Tale quota d’ora in poi spetterà esclusivamente all’Azienda Sanitaria. A meno che gli introiti derivanti dalle concessioni non dovessero diminuire inaspettatamente, il saldo, per le casse comunali, si prospetta positivo. Questo il parere del vicesindaco Andrea Vannucci che, insieme al Dirigente del settore Marco Tonelli, era presente ieri in Commissione Marmo. L’aria però si è surriscaldata quando Tonelli ha affrontato la questione relativa alla proposta di Legambiente: «Con gli uffici non abbiamo ancora finito di analizzarla totalmente, – ha detto – ma posso anticipare che il parere non potrà essere positivo, come non lo fu per la prima versione». Nell’articolato infatti sarebbero presenti le medesime problematiche, e i dubbi dei tecnici riguarderebbero la legittimità di alcune ipotesi e la fattibilità di altre. Due gli esempi portati in commissione. La filiera corta del marmo: si tratterebbe di un principio condivisibile ma impresentabile perché illegittimo, in quanto andrebbe a frenare la libera concorrenza e l’esportazione scontrandosi con le direttive dell’Unione europea.
Affrontando la questione riguardante le gare previste per l’ottenimento delle concessioni Legambiente ipotizza la presenza di terreni privati. «Non è questa pura teoria – afferma Tonelli, –è molto probabile che esistano proprietà private, ma in quel caso l’organizzazione di una gara che contempla la presenza di pubblico e di privato non sarebbe fattibile». «Si tratta di un annoso immobilismo – dichiara dall’opposizione Claudia Bienaimé (Idv) –l’Amministrazione dovrebbe conoscere a menadito la situazione alle cav».
Ma il problema, secondo Vannucci, sta nel fatto che, malgrado tutto, al momento i terreni privati esistono: «Le cave dovrebbero essere tutte comunali e con la Regione stiamo agendo in questo senso per la stesura del nuovo regolamento, ma così non è ancora, quindi tecnicamente il problema esiste».
Agri marmiferi “di proprietà” del Comune di Carrara o “presenti” sul territorio del Comune di Carrara? L’oggetto del contendere allora diviene l’interpretazione del titolo e del contenuto del regolamento del 1994, se per Francesco De Pasquale del Movimento 5 Stelle al suo interno il regolamento implicherebbe già il possesso esclusivo degli agri marmiferi da parte del Comune, Vannucci e Tonelli sono certi del contrario e che agire non tenendone conto porterebbe a cause legali che rischierebbero di portare allo stesso risultato ottenuto quando si trattò di gestire la questione tassa marmi: «Prendemmo una musata allora – afferma il presidente della commissione Massimo Menconi, – evitiamo di ripeterla». «Non si può non tener conto dei regimi proprietari tutelati dallo Stato italiano – conclude Vannucci, – l’iter intrapreso con la Regione sta dando i suoi frutti e, se vogliamo davvero un regolamento che tratti tutte le cave come bene comune sarà sufficiente procedere con la sua stesura. Se questo sarà confortato dall’approvazione della Regione Toscana avrà una valenza ben più forte». A questo scopo, a breve, è atteso in commissione il nuovo Assessore regionale Vincenzo Ceccarelli.
Barbara Monaco
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