Proteste
Prigionieri della muffa e degli insetti
La protesta di una famiglia costretta a vivere in condizioni assurde in un alloggio popolare Erp della Filanda
AULLA. Si viene colti dalla nausea e dallo sconforto quando si varca la soglia della casa popolare di via Primo maggio numero 4, dove vivono la signora Annita Giromini, che ha 82 anni, e il figlio Graziano Calevro, entrambi invalidi.
Nausea per l'aria irrespirabile a causa di una stanza ormai quasi completamente ricoperta da muffa nera, talmente fitta che la pittura bianca della parete è ormai un lontano ricordo; sconforto quando ci si ferma per un attimo a pensare che non si possono costringere a vivere due persone in condizioni del genere.
Ma chi ha il potere di fare qualcosa pare non interessarsi troppo per risolvere la spaventosa situazione di madre e figlio, i quali vivevano fino al 15 novembre 2011 nelle case popolari di quartiere Matteotti, dichiarate inagibili a seguito dell'alluvione del 25 ottobre 2011 e destinate alla demolizione. Talmente spaventosa che Graziano, che dormiva nella stanza, è stato costretto a mettere una branda al posto della rete, in modo da poterla più facilmente spostare in un'altra parte della casa la sera, visto che è diventato impossibile per lui dormire in quella stanza: infatti, prima di adottare questa soluzione, Graziano dormiva lì, ma ogni notte si svegliava più volte per uscire di casa a prendere aria; solo così riusciva a riprendere sonno e a dormire per una, due ore, poi era nuovamente costretto a uscire.
Una situazione che è persino difficile descrivere, visto che è solo andando nell'abitazione che ci si rende conto del degrado in cui vivono queste due persone.
Assieme a loro c'è Danila Calevro, una delle figlie della signora Annita, la quale vive a poca distanza, nel quartiere della Ragnaia.
E' lei che racconta la storia della madre e del fratello nei dettagli, andando giù pesantemente nei confronti degli enti sulla carta preposti a cercare una soluzione per i due affittuari, in particolare contro il Comune di Aulla: «Dopo il forzato abbandono di quartiere Matteotti – spiega Danila – mia madre e mio fratello sono venuti da me per un mese e mezzo, poi sono stati in albergo a gennaio e febbraio 2012, infine a marzo dello scorso anno hanno ricevuto questo alloggio. Inizialmente, riuscivano a viverci, ma mia madre ha avuto un ictus a dicembre e a gennaio, quando è tornata qui, la situazione è degenerata, visto che non si riusciva più a tamponare la crescita della muffa sul muro. Di conseguenza, abbiamo contattato il Comune di Aulla, ma né il sindaco Roberto Simoncini né l'assessore al sociale Guerrino Lazzerini né la dirigente comunale Luciana Micheletti ci hanno dato risposte. Anzi, qualcuno si è pure negato, palesando un comportamento non certo adeguato e all'altezza del proprio ruolo. Poi, a febbraio, alcuni tecnici dell'Erp sono venuti per un sopralluogo e hanno stabilito che per risolvere il problema occorre installare un termocappotto, uno strumento che costa un po' di soldi e i soldi, a quanto pare, non ci sono. Pertanto, l'unica strada, secondo l'Erp, è il cambio dell'alloggio, ma il Comune di Aulla sostiene che non ci sono alloggi disponibili».
A questo punto, la signora Danila estrae dei fogli: uno attestante che l'Erp ha chiesto al Comune di Aulla di verificare le condizioni dell'alloggio; gli altri che riportano una nota del consigliere comunale di minoranza Matteo Ratti, nota che Ratti ha inviato a diversi soggetti e con cui sollecita la risoluzione dei disagi patiti dalla signora Annita Giromini. Infine, come se non bastasse la muffa incipiente sui muri, la signora Danila fa notare che la madre e il fratello sono costretti a tenere sigillato il cibo: «Ci sono dei minuscoli insetti che vi si annidano» dice mentre scrolla un contenitore con della frutta e ne fuoriesce uno degli sgraditi e piccoli ospiti.
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