Sicurezza
«Ponte riaperto entro maggio o scenderemo in piazza»
MASSA. La data limite è il 15 aprile. Entro questa scadenza il sindaco di Massa, Roberto Pucci, ha assicurato che sarà riaperto il ponte su via delle Pinete alla Partaccia. «Aspetteremo anche fino al...
MASSA. La data limite è il 15 aprile. Entro questa scadenza il sindaco di Massa, Roberto Pucci, ha assicurato che sarà riaperto il ponte su via delle Pinete alla Partaccia. «Aspetteremo anche fino al 1º maggio, poi però, se la strada non sarà riaperta, siamo pronti a scendere in piazza e a manifestare».
L’avvertimento arriva dal comitato degli alluvionati delle zone del Casone, Partaccia, Ricortola e Bondano che, tramite il suo portavoce, Ivo Zaccagna, ha convocato ieri una conferenza stampa al Casone per illustrare le promesse e metterle nero su bianco.
«Abbiamo incontrato il sindaco venerdì scorso e ci è sembrato molto disponibile e ci ha rassicurati – spiega Zaccagna – dandoci per la prima volta non promesse, ma fatti. Sappiamo che in queste circostanze ci vuole anche del tempo materiale perché gli enti svolgano i loro compiti. Però, da alluvionato, è normale sperare che si faccia in fretta».
A cinque mesi dall’alluvione, l’umore delle persone è a terra. «Non si vedono risposte sul territorio – lamenta Zaccagni – ed è soprattutto un problema di burocrazia lenta». Proprio per assicurarsi che Comune e Provincia facciano fino in fondo il loro dovere e si spendano al massimo per i loro cittadini, il comitato ha deciso di confrontarsi direttamente con un’altra realtà toscana duramente colpita dall’alluvione, quella di Albinia, in provincia di Grosseto.
«Stiamo avviando contatti col comitato di Albinia – spiega Zaccagna – per confrontarci con loro, vedere come hanno lavorato i loro amministratori e verificare se i nostri hanno fatto altrettanto bene. È poi un modo per darci un supporto morale in qualsiasi ambito».
Quasi un secondo lavoro, ormai, per gli abitanti colpiti dall’alluvione. «Quando piove, il mio cellulare diventa una specie di call center, perché tutti mi chiamano per sapere come comportarsi – spiega Zaccagna – ma a me fa piacere. Se c’è una cosa buona che quest’alluvione ha portato, è stata risvegliare in noi il senso civico».
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