Più famiglie sulla soglia della fame
Dal 2009 quelle in grandi difficoltà economiche aiutate dal Banco degli alimenti sono passate da 34 a 120
CARRARA. In cinque anni le famiglie carraresi che ricevono aiuti dal Banco alimentare istituito dal Comune quattro anni fa, sono salite dalle 34 del 2009, a 64 nel 2010 e ora sono a 120.
Una escalation del fabbisogno sociale, che se un tempo riguardava soprattutto gli immigrati extracomunitari, oggi vede questi scavalcati e di gran lunga dai carraresi. Ad esempio, delle 35 famiglie che vanno al Banco degli alimenti, provenienti dalla città, su 3o sono italiane e 5 estracomunitarie.
La crisi, la casa integrazione, la perdita del lavoro, creano file allo sportello delle politiche sociali del Comune. L’ufficio quesat’anno ha avuto sessanta nuove istanze di aiuti ai minori.
Il banco degli alimenti, in località stadio, inaugurato dal sindaco Zubbani nel dicembre 2008, ha un flusso continuo, nei due giorni di apertura settimanali. Vengono distribuiti gratuitamente generi alimentari in scatola, olio, farina, pannoloni, latte in polvere per i bambini.
La gente arriva, qualcuno con qualche imbarazzo, perché recarsi lì significa di essere in condizioni economiche molto disagiate.
A consegnare i sacchi alimentari ci sono i volontari dell’associazione “Vivere i quartieri”, che nel rione dello stadio è attiva da anni, anche con iniziative tere a raccogliere fondi per aiutare il Bando degli alimenti. Oggi l’associazione ha una nuova presidentessa, Sara Del Bianco, 24 anni, laureata in tecniche dell’edilizia, e laureanda al corso specialistico di architettura. Per 5 anni è stata anche nel consiglio della circoscrizione di Bonascola e in lista per il centrosinistra.
«Rinnovo l’invito a tutti i cittadini, ai negozianti, agli imprenditori – dice – a dare un atiuto economico, attraverso il conto corrente attivato dall’associaizone». Basta rivolgersi a lei per le informazioni di dettaglio, chiamando il numero 348-0518927.
Il Bando degli alimenti è aperto il lunedì dalle ore 9 alle 12 e il giovedì dalle 15 alle 17.
Le famiglie devono presentarsi con i “buoni” (due al mese per ciascun intestatario) autorizzati dal servizio sociale che controlla costantemente i beneficiari, in base alla situazione sociale e al reddito Isee. E sa quali famiglie hanno minori o neonati che necessitano di alimenti mirati.
Chiunque può fare donazioni di alimenti in confezione (escluso il fresco). «Purtroppo la crisi – spiega la responsabile del Servizio sociale, Daniela Tommasini – ha fatto diminuire le donazioni da parte dei supermercati». Il Ceis (Centro di solidarietà) di Prato, col quale il Comune di Carrara ha una convenzione, una volta al mese fa avere gli alimenti, in base a quello che ha a disposizione di volta in volta, «ma le derrate diminuiscono e non bastano a coprire il fabbisogno crescente delle famiglie – dice Tommasini – Ecco perché l’associazione Vivere i Quartieri, ha lanciato un appello a privati e ditte, aprendo un conto corrente. Ci sono aziende che ci sostengono costantemente». «L’associazione intende anche recarsi nelle scuole primarie per sensibilizzare gli scolari sulla realtà delle famiglie povere, – annuncia Sara Del Bianco – inoltre curiamo i giardini pubblici presso lo stadio, e continueremo a farvi iniziative per aiutare il Bando degli alimenti».
Ma la solidarietà si allarga, con il progetto di cui la Provincia è capofila e che si chiama “Consumatori invisibili”: adericono i 4 Comuni di costa. Riguarda la consegna a domicilio, ci cibo fresco (frutta, verdura, carne cotta), localmente tramite la Caritas di Marina e l’associazione San Vincenzo De Paoli di Marina. Il cibo fresco dalle aziende che lo mettono a disposizione, sarà stoccato nei frigoriferi del mercato delle Jare di Massa, ogni Comune avrà una quota di merce da distribuire. Carrara potrà “sfamare” 10 famiglie: che non saranno sempre le stesse ma rientreranno in un meccanismo di rotazione. Il progetto sarà operativo dopo Pasqua.
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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