Il Tirreno

Pasqua a tavola, menù per tutti i gusti

di Melania Carnevali

I ristoranti di Montignoso si preparano al pranzo di domenica. Le migliori ricette per buttar giù il boccone amaro della crisi

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MONTIGNOSO. Sarà forse una Pasqua strana per molti, con pochi turisti in giro e brutto tempo. Ma non per i ristoratori che, invece, grazie anche a qualche picnic all’aperto saltato per la pioggia, si sono già attrezzati per ospitare diversi clienti con menù di tutti i gusti. Da menù di terra a quelli di mare, da quelli misti a quelli vegetariani. Uno tripudio di gusti che tenga conto però di un fattore: il prezzo.

Gli apuani, infatti, da buone forchette, nonostante la crisi, non rinunciano a qualche pranzo al ristorante, ma con un occhio di riguardo al menù più conveniente. Lo ha capito Graziano Ratti, del ristorante “Il Cascinale” a Debbia che ha pensato di lasciare il menù alla carta, anche se ridotto rispetto a quello classico.

«Il menù fisso non va più – spiega Graziano – perché non ci sono soldi. Così abbiamo deciso di lasciare la scelta al cliente di prendere quello che vuole e spendere quanto vuole». E così che al Cascinale si avrà la scelta fra piatti come code di gambero gratinate al forno alla panure di erbe aromatiche, tris di flan vegetariani con fonduta, culaccia emiliana con tortino di pecorino toscano, gnocchi di patate con triglie e porri, fagottini di crepes con ricotta e asparagi, taglierini con i fagioli, tagliata di manzo argentino sulla griglia, costolette di agnello fritte e molto altro.

Anche dalla “Fortezza da Piè”, in via Palatina, c’è la formula del menù alla carta, alla quale però si aggiunge un menù fisso a 30 euro. «Noi offriamo un menù a base di carne – spiega Lorena Frediani, la titolare – ma non vogliamo obbligare chi non lo vuole per gusti o prezzi a prenderlo. Lasciamo anche il menù alla carta. Soprattutto per i bambini». Il menù fisso avrà tordelli, risotto ai funghi, grigliata mista, agnello e la classica torta di riso.

Al ristorante “Dalla Vittò”, in via Roma, invece, menù fisso. «Ci sarà un menù misto – spiega il titolare Narciso Paolini – con prosciutto e bruschette, insalata di mare caldo, risotto ai frutti di mare, ravioli fatti in casa al ragù, agnello, roastbeef con patate e filetto di orata all'isolana». Tutto a 40 euro.

Per chi poi non badasse a spese e volesse passare una Pasqua da fiaba c'è lo speciale pranzo pasquale del Bottaccio, il “Golden surprise”, proposto dallo chef Nino Mosca, vera anima ed executive del lussuoso hotel dai primi anni ’80. «Abbiamo pensato di organizzare un evento all'insegna della nostra migliore tradizione – fa sapere lo chef – con un menu ricercato e attento di altissimo livello per chi è alla ricerca di un evento: non solo il pranzo, ma una esperienza unica tra cucina raffinata ed opere d’arte, un luogo dove la cucina incontra l’arte». Il menù, a 60 euro, propone: ricciola di pesce spatola alle erbette con insalata di valeriana e soncino, vellutata di asparagi con uova di quaglia, fagottini di borragine e ricotta di pecora in antica salsa amatriciana. A seguire, agnello servito farcito di funghi e spinaci e accompagnato da crema di patate al tartufo e carciofi arrostiti. E infine, come dolce, un antico piatto della cucina napoletana, omaggio alle origini partenopee dello chef: la pastiera con gelato di vaniglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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