Il Tirreno

Nuove energie con l’impianto a biomasse

Nuove energie con l’impianto a biomasse

Grazie a un eurofinanziamento alimenterà strutture pubbliche e scolastiche di Mulazzo

3 MINUTI DI LETTURA





MULAZZO. La ricerca di nuove forme di approvvigionamento energetico sta spingendo sempre di verso modalità, che possano eliminare, se non del tutto almeno parzialmente, la dipendenza dai combustibili fossili. Target di questa nuova concezione energetica è essenzialmente l’abbattimento dell’impatto ambientale che le precedenti tecnologie hanno sul territorio. La rincorsa all’ecosostenibilità si concretizza a Mulazzo con la realizzazione dell’impianto a biomasse. Il nuovo complesso ha una storia molto recente, parte nel 2011, proviamo a riassumerla. Nel periodo post alluvionale l’amministrazione partecipò ad un bando di concorso, indetto dalla Regione, per la creazione di impianti che creassero energia pulita. Il progetto con cui Mulazzo si presentò, gli valse il primo posto in graduatoria, e l’assegnazione di un contributo di 630 mila euro per la sua realizzazione. In poco più di un anno, grazie anche all’intervento di Blue Area, si è potuto creare questo nuova centrale. Il suo costo, quantificabile in circa 3 milioni di euro, sottraendo quelli ricevuti dalla Toscana, i restanti sono stati capitalizzati dalla ditta che ha messo in essere il progetto. La novità sta tutto nel metodo di produzione. Attraverso un processo di pirolisi del cippato, trattato in precedenza in un essiccatore che consente di far scendere l’umidità interna dal 65 all’8%, si genera il "syngas", che diventa il combustibile delle turbine, vere protagoniste del processo dato che sono loro che producono energia elettrica. La potenza che riescono a sprigionare produce 2,5 milioni di kilowatt ora, che rappresentano il reale utile d’azienda, la cui rivendita sul mercato porta nelle casse dell’azienda all’incirca 650 mila euro. La produzione di quella termica consentirà al Municipio di risparmiare tra i 40 e i 50 mila euro all’anno per i prossimi 15 anni. Grazie alle caldaie installate nell’impianto, la cui acqua verrà portata a temperatura con il calore prodotto dalle turbine, si potranno riscaldare gli uffici comunali, le scuole e il palazzetto. Anche in questo caso i numeri fanno capire quanto renda un impianto seppure così piccolo. Saranno 5 i milioni di kilowatt termici che si riusciranno a sviluppare, suddivisi in 2 milioni per l’essicatore, la stessa quantità per il riscaldamento e per il restante milione si dovrà decidere il suo uso futuro, molto probabilmente il prossimo salto sarà verso la produzione di pellet. Importantissimo ricordare che con le biomasse si potrà smaltire i residui legnosi che ancora sono presenti negli alvei dei nostri fiumi, grazie all’acquisto di una cippatrice finlandese tutti i tipi di legnami, ad esclusione del cerro e della quercia, troppo duri per essere trattati, saranno utili per il processo produttivo. Un altro punto a favore viene dall’emissioni, la combustione genera vapore acqueo, consentendo di abbattere le emissioni nell’atmosfera. Una maniera pulita ed intelligente di intendere l’energia, che produce occupazione rispettando l’ambiente. (c.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze