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Falsi incidenti d’auto per compiere rapine Latitante preso al bar

Falsi incidenti d’auto per compiere rapine Latitante preso al bar

MASSA. Era confuso tra la folla di clienti del bar davanti al tribunale ma la sua faccia non era nuova ai poliziotti. Era lui l’uomo che i colleghi di Lucca avevano arrestato ad ottobre e che a...

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MASSA. Era confuso tra la folla di clienti del bar davanti al tribunale ma la sua faccia non era nuova ai poliziotti. Era lui l’uomo che i colleghi di Lucca avevano arrestato ad ottobre e che a febbraio era evaso dagli arresti domiciliari. Quando gli si sono avvicinati e si sono qualificati, ha capito di essere in trappola e ha tentato di svincolarsi e fuggire, ma è stato acciuffato e portato in carcere.

Redouane Boucherif, 47 anni, cittadino italiano di origine algerina, residente a Livorno (dove è sposato con un’italiana) era scomparso da un paio di mesi, quando era fuggito dagli arresti domiciliari disposti per una serie di furti e rapine.

Secondo gli investigatori, Boucherif sarebbe il ladro seriale che negli ultimi anni ha rapinato numerosi automobilisti, da Livorno a La Spezia, inscenando ogni volta lo stesso copione con poche varianti: un finto incidente stradale, una ruota forata con un coltellino, barattoli attaccati sotto l’auto per creare rumori sospetti alla partenza. Tutti escamotage fantasiosi che avevano un unico scopo: far scendere il malcapitato guidatore dall’auto e derubarlo.

Un osso duro, Boucherif. Alto, fisico atletico, bella presenza, ottima capacità di mimetizzarsi tra la folla, perfetta padronanza dell’italiano, l’algerino già due volte era sfuggito ai controlli. Incauta, martedì, la decisione di recarsi proprio al bar davanti al tribunale, luogo solitamente frequentato da avvocati, magistrati e forze dell’ordine che avrebbero potuto riconoscerlo. E, infatti, così è stato.

Boucherif era solo. Quando i due uomini della squadra mobile di Massa gli si sono parati davanti e gli hanno detto di essere poliziotti, ha cercato in tutti i modi di scappare.

In quel momento – erano circa le 11 – il bar era stracolmo di persone. Boucherif ha spinto e strattonato i presenti, si è contorto per sfuggire alla presa, per venti minuti ha scatenato il putiferio nel bar. Ha perfino rotto un pollice a un agente e colpito il suo collega, che ha riportato delle contusioni, risparmiando però gli avventori. È infine riuscito a svignarsela ma, sulla strada, ha trovato ad attenderlo un’altra pattuglia della mobile che lo ha bloccato e portato nel carcere di Massa. Il quarantasettenne si trova adesso in attesa della convalida del suo arresto.

La squadra mobile di Massa, guidata da Antonio Dulvi Corcione, sta adesso valutando se l’algerino possa essere il responsabile di rapine, al momento irrisolte, consumate con lo stesso modus operandi in altre province della Toscana e di altre regioni. La moglie non risulta indagata.

Ai poliziotti che hanno catturato Boucherif, l’elogio del capo della mobile. «È stata un’attività condotta in modo esemplare dai ragazzi», ha spiegato ieri Corcione nel corso della conferenza stampa. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Massa