Il Tirreno

«Faccio un bancomat» e rapina una videoteca

di Mario Moscadelli
«Faccio un bancomat» e rapina una videoteca

Brandendo un cacciavite si fa consegnare l’incasso del Video Vip: arresto lampo I titolari: «Spavento enorme». È ritenuto colpevole anche di un colpo in farmacia

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CARRARA. «Vado a fare un bancomat e così ti pago il conto». Ma il prelievo di soldi di Andrea Marchi, 38 anni carrarese residente alla Partaccia e titolare di una piccola ditta di giardinaggio, è finito con l’arresto. Il suo “bancomat” per pagare quanto consumato in un locale di piazza Menconi, infatti, è stata una rapina, armato di cacciavite, in un videonoleggio - il “Video Vip”- di via Cavallotti a Marina di Carrara. E si tratterebbe di un rapinatore seriale: è ritenuto responsabile anche di un’altra rapina, da 700 euro avvenuta il 18 marzo scorso nella farmacia della stessa via, per il quale i carabinieri lo avevano denunciato.

Il fatto. La serata da rapinatore di Marchi, secondo quanto ricostruito dalla polizia, è iniziata verso le 21di martedì, quando insieme a un amico - un trentenne di orgine sarda residente a Montignoso - ha mangiato e bevuto in un locale di piazza Menconi. Arrivato a pagare avrebbe detto al gestore di non avere soldi, ma che avrebbe provveduto con un bancomat. E così si è diretto verso il videonoleggio di via Cavallotti. Poco dopo le 22,30 è entrato in azione: coperto dal cappuccio della giacca e da un paio di occhiali da sole, si è presentato al dipendente del negozio, Marco Grassi, massese di 31 anni: dopo essersi tolto il cappuccio (mossa che ha aiutato il lavoro della polizia) ha estratto un cacciavite e, puntandolo verso Grassi, lo ha minacciato facendosi consegnare l’incasso, poco più di 200 euro. Poi si è dileguato e insieme al compagno di drink si è diretto a piedi verso la stazione, facendo prima tappa nel locale di piazza Menconi per saldare il conto da 50 euro. Nel frattempo Grassi aveva raggiunto un vicino bar, chiedendo aiuto. Da qui è partita la chiamata ai carabinieri, che insieme alla polizia hanno attivato le indagini. Una volante nelle vicinanze ha raggiunto il videonoleggio: gli agenti hanno raccolto la testimonianza del dipendente («un uomo rasato, con una giacca scura e alto circa 1 metro e 80») e analizzato le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Subito dopo sono partite le ricerche: verso le 23 gli agenti hanno notato due uomini camminare sul marciapiede di viale XX settembre. Uno di questi, testa rasata e giacca scura indosso, era Marchi: fermato, è stato portato in caserma. Qui sono emerse le prove che lo hanno incastrato: banconote in suo possesso dello stesso taglio e del valore simile a quelle rubate, l’alibi («ho passato tutta la serata in un locale di piazza Menconi») smontato secondo gli inquirenti da una serie di testimonianze e soprattutto il riscontro delle immagini della telecamere del negozio. Così è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata. L’amico, invece, è stato denunciato per favoreggiamento.

I testimoni. Il giorno dopo la rapina, al Video Vip di via Cavallotti si è ripreso a lavorare, ma la paura è stata tanta. «È successo tutto in pochi secondi - racconta Andrea Antola, massese come l’altro titolare Alessio De Angeli - e il nostro collega ha fatto bene a consegnargli subito i soldi. Come sta? Spaventato: è la prima volta che a lui e a noi succede qualcosa del genere. Ma dico io: cosa pensava di trovare nelle casse di una videoteca?». Marco ai titolari ha raccontato di non avere avuto nemmeno il tempo di agire con lucidità: «Il rapinatore ha aspettato che restasse da solo», dicono dal Video Vip. La polizia non esclude che l’amico di Marchi abbia fatto da palo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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