Il Tirreno

Chili di cioccolato per i bimbi

di Nicola Torri
Chili di cioccolato per i bimbi

Festa all’Opa con la consegna di un maxi uovo pasquale da parte dell’Ail

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MONTIGNOSO. Tre chili di cioccolato al latte e tanto affetto per dare un po' di colore al reparto di Cardiochirurgia pediatrica. Con questo spirito l'AIL di Massa Carrara ed i ragazzi volontari dell'associazione parrocchiale di Marina di Massa "I giovani amici di Elena" hanno consegnato l'uovo pasquale presso il reparto dell' "Ospedale del cuore" Gaetano Pasquinucci, l’Opa insomma.

Da oltre quarant'anni l'Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma si prodiga su tutto il territori nella raccolta fondi per la ricerca. Ma questa volta la sezione di Massa Carrara è voluta andare oltre.

Indipendentemente da quanto accade a livello nazionale, i volontari locali si sono impegnati per strappare un' altro sorriso a pazienti e famiglie, regalando loro l'uovo simbolo delle prossime festività pasquali.

«Con quest'iniziativa l' AIL di Massa Carrara ha voluto fare un regalo a tutti i piccoli pazienti di questo reparto - commenta il dottor Ezio Szorenyi, presidente provinciale dell'AIL - cercando di portare un po' di colore in un contesto in cui si richiede sempre al massima cura. Sappiamo quanto siano delicati gli interventi svolti in questa struttura e, di conseguenza, abbiamo voluto fare qualcosa di più. Dopo la recente campagna dell'"uovo di pasqua 2013" abbiamo deciso di fare un altro regalo. Speriamo di riuscire a sensibilizzare ulteriormente la popolazione», conclude il presidente.

Ma l'attività di AIL a sostegno della ricerca non si fermerà qui. Nel recente periodo, sono infatti già in programma altre due campagne per la raccolta fondi, di cui una in collaborazione col Centro Trapianti Midollo di Pisa.

«Ci sono in programma altre due campagne, di cui una con il Centro Trapianti Midollo di Pisa riguardo alle cellule staminali. Ogni sezione è infatti direttamente collegata al centro Trapianti a lei più vicino. Grazie alla solidarietà della gente abbiamo potuto costruire tante strutture di accoglienza e finanziare l'acquisto di macchinari sempre più sofisticati per la diagnosi e la cura delle malattie del sangue», chiude il presidente Szorenyi.

Nota conclusiva. La sorpresa all'interno dell'uovo è stata donata ad una giovane paziente senegalese operata pochi giorni fa.

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