Finanza
Castello in blu e un convegno
Sono 200 i bimbi colpiti dalla malattia nella nostra provincia
MASSA. Il 2 aprile il castello Malaspina si illuminerà di blu. È in occasione della Giornata mondiale per l'autismo promossa dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità scientifica sulla sindrome che colpisce oltre un bambino su cento, a cui anche il comune di Massa – per la prima volta - e quello di Carrara hanno deciso di aderire.
Si chiamerà “Blu day” proprio per il colore con cui verranno colorati il castello a Massa e altri edifici a Carrara. Un colore tenue quasi invisibile che però non si può non notare, come la malattia.
«Colorare di blu è un modo di attirare l'attenzione – commenta l'assessore al sociale di Carrara Giovanna Bernardini – e attirandola si fa riflettere. Per far sì che la ricerca scientifica vada avanti, infatti, ci deve essere una forte opinione pubblica che la sostenga. Ecco da qui l'esigenza di aderire a questa giornata».
L'autismo è un disturbo che interessa la funzione cerebrale che porta la persona affetta a una marcata diminuzione dell'integrazione sociale e della comunicazione. Le sue cause sono sconosciute, come le tecniche di guarigione: chi nasce autistico, spesso ci rimane. È questo un problema in crescita tanto che nel reparto di neuropsichiatria infantile dell'Asl hanno incominciato a crearsi liste di attesa dai quattro ai sei mesi per uno screening. Questo è dovuto, tanto a un miglioramento delle tecniche che permettono di diagnosticare tale patologia anche precocemente – se fino a qualche anno fa non era possibile diagnosticarlo prima dei tre anni adesso è già possibile dopo il primo anno di età- , tanto per un reale aumento fra i bambini della patologia. Sono più o meno duecento i bambini autistici nella provincia seguiti dall'Asl, ai quali vanno aggiunti tutti quelli non diagnosticati e, soprattutto, i bambini autistici diventati adulti.
«Gli adulti autistici – commenta Steven Simone, presidente dell'associazione Autismo Apuania, associazione di genitori di bimbi autistici – sono il vero problema e il motivo per cui noi stiamo lavorando, anche in collaborazione con Anffas. Gli autistici vengono seguiti infatti solo fino ai 18 anni dalle strutture attualmente presenti sul territorio, ma quello forse a cui non si pensa è che questi ragazzi diventano adulti che rimarranno autistici per sempre con il conseguente disagio anche per la famiglia. In Toscana sono 15 mila gli adulti autistici. Vogliamo quindi arrivare a creare strutture anche per loro e qualcosa già si sta muovendo». Questo anche lo scopo del convegno che si terrà nella giornata 2 aprile alla Torre Fiat a partire dalle 15. Convegno il cui nome, “Autismo: dai miti alle mete. Modelli operativi per una vita di adulto”, spiega tutto. (M.C.)
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