Il Tirreno

Sos viabilità, i rimedi di Enzo Manenti

Il sindaco di Licciana fa il punto su frane e smottamenti che hanno messo in ginocchio il territorio

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LICCIANA. Il carattere sempre più intenso delle piogge, in un lasso di tempo molto breve, se si considerano gli ultimi cinque anni, ha nuovamente fatto affiorare i nervi scoperti di un territorio, che continua a piegarsi di fronte all’aggressività di questi fenomeni.

Licciana, sino a ora è stata un’“isola felice” in mezzo ai danni che le alluvioni hanno provocato su tutto il comprensorio lunigianese; il 18 marzo, però, ha dovuto issare bandiera bianca, arrendendosi di fronte alla furia dell’acqua. Danni così ingenti non erano stati registrati neanche il 25 ottobre 2011 e il sindaco Enzo Manenti riassume la situazione e spiega quali siano le misure d’emergenza adottate per cercare di tamponare queste falle: «Una situazione di tale gravità e complessità - esordisce – non si era avuta neppure nel 2011, se non al campo sportivo di Terrarossa. I danni maggiori sono stati riscontrati nella valle del Taverone che ha prodotto molteplici problemi alla circolazione. La più grande criticità la incontriamo sulla strada 74, comunemente detta “la massese”, che congiunge la Valle della Luna con il Reggiano e il Parmigiano. Attualmente, a causa di un movimento franoso che ha ostruito metà della carreggiata, si può circolare solo con un senso unico alternato regolamentato da un semaforo, con una limitazione sul peso, mezzi al di sotto dei 35 quintali. Un primo incontro, per studiare una soluzione, è avvenuto tra Provincia e i due Comuni attraversati dall’arteria, Comano e Licciana. Da questo meeting, a cui poi si è aggiunta anche Atn per concertare il trasporto pubblico e scolastico, soprattutto delle zone a monte come Comano e Tavernelle. Nella giornata odierna saranno effettuati carotaggi sul versante colpito dalla frane, per indagare l’aspetto puramente geologico del terreno e mettere a punto un’azione che duri nel tempo».

A questa situazione bisogna aggiungere quella delle frazioni di Debiantognolo, Braia e Salano, isolate a causa del cedimento totale del manto stradale. Una vecchia mulattiera che è stata così “rispolverata”, collega Varano con Salano, ma si può procedere solo con jeep, anche qui è stata presentata la somma urgenza. Anche Bastia e Pontebosio, località più a valle rispetto alle precedenti, non sono state esentate dai danni. La prima ha subìto un dimezzamento della percorrenza; la seconda che poteva essere una valida viabilità alternativa, ha avuto un crollo sulla parte sinistra, impedendone, di fatto, un uso a pieno regime. Manenti poi pone l’attenzione sul perché di questi continui disagi; due secondo lui le cause principali: «Sicuramente un cambiamento dal punto di vista climatico c’è stato ed è sotto gli occhi di tutti, ma questi effetti si potrebbero ridurre se si tornasse a fare quella regimazione delle acque che veniva fatta in passato dai nostri contadino. La Regione sta cercando di riportare una sorta di ritorno alla terra, alla sua cura, non bisogna considerarlo come un passo indietro, ma anzi, come un atto di amore verso il luogo in cui si vive».

Cristiano Borghini

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