Sicurezza
Se perdi non fai l’assessore? Scontro Evangelisti-Pd
Primo dissidio alla presentazione dei candidati alle primarie E tra Volpi e Ceccotti disaccordo sulla giunta “a cinque”
MASSA. L’atmosfera non è propriamente festosa alla presentazione dei cinque candidati alle primarie del centrosinistra. Sarà il tempo grigio, sarà che l’introduzione di Adriano Tongiani – che presiede il comitato delle primarie – si dilunga un po’ troppo, sarà lo scarso pubblico, o forse c’è che a pensare di fare il sindaco di questi tempi c’è poco da ridere fare, ma di entusiasmo nella sala del bar Battistini se ne respira poco. Eppure l’evento è a suo modo epocale. Intanto, è la prima volta che si organizzano le primarie per il sindaco in città; e poi è la prima volta che i cinque in lizza si trovano fianco a fianco in un’iniziativa pubblica e la corsa alla candidatura a sindaco si annuncia davvero incerta.
Volti seri, pochissimi sorrisi tra i candidati, ma tanto fair play: la mattinata inizia così. Ci pensa però Fabio Evangelisti, l’ex deputato dell’Idv e candidato “in proprio” a far capire che la corsa alla candidatura non sarà un pranzo di gala. Poco prima, Tongiani aveva ricordato le regole stabilite per le primarie: campagna elettorale sobria – il che vuol dire niente manifesti giganti, niente cene spendaccione; un plafond di 5mila euro per ogni candidato, massima trasparenza nelle spese – e aveva riaffermato che «chi uscirà vincente dalle primarie sarà il candidato di tutto il centrosinistra». Bene, Evengelisti dice subito che lui una delle regole delle primarie non la rispetterà: «Su un punto sono in pieno disaccordo: l’impegno di chi sarà sconfitto a non ricoprire incarichi nella giunta. Io farà esattamente il contrario: quando sarò sindaco nominerò assessori i miei concorrenti: Lara Venè sarà assessore al personale, Domenico Ceccotti allo sport, Emanuele Bertocchi alla cultura, Alessandro Volpi all’urbanistica. Il meglio del centrosinistra è a questo tavolo, sarebbe sbagliato non valorizzarlo. La legge, del resto, attribuisce ai sindaci massima autonomia nella scelta dei suoi assessori e io a questa legge (la 142 sulle autonomie locali ndr.) intendo attenermi».
Secca la replica di Tongiani: «Tutti avete sottoscritto regole condivise, la indicazione di non nominare assessori i candidati bocciati ha una valenza di opportunità politica, non intende opporsi a una legge nazionale». Come dire: Evangelisti è fuori regola, ma non abbiamo poteri reali per riportarlo all’ordine.
Gli altri candidati, comunque, non sono in linea con l’ex deputato: «Non accetterò premi di consolazione, l’ho detto fin dall’inizio e lo confermo. E sono per rispettare le regole», dice chiara Lara Venè. Aggiungendo un segnale: «Ho massimo rispetto di tutti gli altri candidati, ma non eguale stima per tutti». «Ho sottoscritto un impegno e lo rispetterò: non farò assessori-candidati se sarò sindaco e non accetterò incarichi di assessore se sarò sconfitto», dice Domenico Ceccotti. E Alessandro Volpi è in piena sintonia: «Se perdo le primarie, nessun assessorato, faccio il professore universitario». Più sfumata la opinione di Emanuele Bertocchi: «Se vinco sono per cambiare tutto, per il tutti a casa. Io, se perdessi, non accetterei un incarico, ma da sindaco potrei chiedere a qualcuno dei miei competitor di fare l’assessore: certe risorse non devono essere disperse». Insomma, nella eventualità, Evangelisti dovrà pensare a un’altra giunta.
Per il resto, la presentazione dei magnifici cinque del centrosinistra è andata via liscia.Ognuno dei candidati ha illustrato per cenni strategie e programmi (in larga parte simili), Bertocchi e Venè hanno ringraziato il partito (il Pd) «per la grande prova di democrazia e di lungimiranza politica» che ha dimostrato nell’accettare la loro candidatura (ma il Pd non aveva solo pochi giorni prima, puntato tutto su Pina Bigini, “candidata unica” ritiratasi dopo neanche 48 ore dopo la nomina?); Ceccotti ha rimarcato di aver «sperato fino all’ultimo che si arrivasse alla designazione di un solo candidato».
Uno spunto di polemica e di “vera competizione” è c’è stato soltanto tra Volpi e Ceccotti. L’ex assessore alle Finanze ribadisce che snellirà la macchina amministrativa riducendo a cinque gli assessori. Ceccotti replica che non è risparmiando 30mila euro l’anno per un assessore che si fanno i veri risparmi: se l’assessore lavora e porta a casa risultati, sono soldi spesi bene». Volpi controreplica che la giunta small è funzionale a una riduzione complessiva dei centri di spesa del Comune.
Da oggi inizia la vera caccia ai voti, alla mobilitazione di lobby, amici, parenti, movimenti di opinione e “signori delle tessere” per vincere questa gara che vale – quasi – un’elezione a sindaco.
Claudio Figaia
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