Il Tirreno

Operazione svincolo per le aree del Sin Comune all’attacco

di Cinzia carpita
Operazione svincolo per le aree del Sin Comune all’attacco

Il sindaco a Firenze per il caso bonifiche: la Regione entro aprile presenterà a Roma la mappa delle zone da gestire direttamente

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Gli enti locali tentano di svincolare aree industriali dal Sin, il sito di interesse nazionale per le bonifiche, ed è una corsa contro il tempo. La Regione entro aprile produrrà una proposta da sottoporre allo Stato, segnatamente al ministero dell’ambiente che da 13 anni, cioè da quando è stato perimetrato il Sin apuano, controlla tenacemente tutti gli aspetti delle bonifiche: da fare, fatte e in corso.

Ma con grandi problemi per le aziende che vorrebbero effettuare investimenti nella zona industriale. Il vincolo presuppone carotaggi, e lunghe pratiche, e se necessario il disinquinamento di terreni inquinati da altri e in tempi quasi remoti.

Ieri il sindaco Angelo Zubbani, con altri rappresentanti di Massa, della Port Authority (anche il porto è investito dal Sin), dell’Arpat , ha avuto i Regione un incontro con l’assessore Bramerini.

Obiettivo, fare di tutto e di più per liberare aree, anche perché nella zona del Sin ci sono aziende e residenze, e terreni che potrebbero fare gola a insediamenti produttivi.

Nei mesi scorsi un primo elenco di Sin in Italia aveva ricevuto svincoli passando sotto l’ala delle rispetti e Regioni che aevvano fatto i loro passi presso il ministero, ma quello apuano (e non solo) è per ora ancora sotto il diretto controllo dello Stato.

La legge del 2012 in amteria consente al ministero di concedere la deperimetrazine, o di passare le aree alle Regioni. «Pertanto, stiamo cercando di far stralciare da “Roma” tutto il possibile del nostro Sin, per passarlo alla Regione Toscana – ha spiegato Zubbani – Così si avrebbero vantaggi per il territorio che finora ha dovuto vivere un calvario, fra procedimenti imposti dal ministero, cambi di dirigenze a Roma, e problemi vari».

«Ciò che speriamo quindi – ha proseguito il sindaco di ritorno da Firenze – è che una parte delle aree oggi vincolare al Sin, possa essere liberate al più presto, grazie al fatto che se passeranno sotto la Regione, ci sarà un referente più vicino e la possibilità di velocizzare le pratiche. Ci sarebbero meno problemi anche per la questione annosa del depuratore dell’acquedotto industriale».

Se ne parla da una vita. In passato i progetti sembravano a volte sul punto di imboccare la via della realizzazione, poi tutto si fermava. «Dopo 13 anni, auspichiamo finalmente uno snellimento delle procedure, tramite il controllo diretto della Regione Toscana sulle aree finora dentro il perimetro del Sin. In tutta la zona industriale, ci sono 250 pratiche aperte, tantissime: relative alle richieste di svincolo dal Sin, o perché le bonifiche sono state fatte, o perché saranno fatte. L’assessore Bramerini ha chiesto una cartografia più dettagliata del sito apuano, per poter elaborare una proposta chiara al ministero, entro aprile». Probabilmente ci saranno alcune aree che resteranno agganciate direttamente al ministero: una potrebbe essere quella dell’ex Rumianca, oggi Syndial, dove è in corso una bonifica che oin pratica ha accompagnato la vita del Sin stesso. Lo stabilimento chimico chiuso nel 1984, fu poi sottoposto ai primi interventi di disinquinamento.

Oggi nell’area Syndial di Avenza, di 170mila metri quadrati, che attende la reindustrializzazione (a “due passi” dallo yard del Nuovo Pignone), è attivo da anni l’impianto di depurazione delle acque della falda; e il sottosuolo, oggetto di infiniti carteggi fra società (che presenta i progetti) e ministero (che chiede integrazioni), deve ancora essere bonificato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa