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Niente luce, guerra Enel-Chichibio

Niente luce, guerra Enel-Chichibio

Azienda e cliente ai ferri corti per la corrente staccata al ristorante

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MASSA. Si erano visti staccare la luce improvvisamente mentre i clienti del loro ristorante erano ai tavoli. Un black out improvviso per non aver pagato 2,90 euro di conguaglio. La storia di Anita Uggioni e del figlio Enrico, titolari del ristorante Chichibio a Massa, pubblicata nei giorni scorsi da Il Tirreno, ha fatto impallidire la città. Oggi l’Enel dà la sua versione dei fatti, ma la ricostruzione non convince i ristoratori.

Secondo l’Enel lo slaccio della fornitura non è avvenuto per una bolletta di 2,90 euro, bensì per un mancato pagamento di un importo pari a 382,54 euro.

«Secondo quanto previsto dalla normativa vigente – spiega l’azienda – dopo i solleciti e la lettera di preavviso di sospensione della fornitura, sono state avviate le procedure per la cessazione della fornitura. Il cliente, tra l’altro, nei giorni scorsi si è anche recato al Punto Enel di Massa dove gli è stato spiegato quanto accaduto. Il cliente ha ricevuto tutte le informazioni per riattivare la fornitura e si è dimostrato soddisfatto».

La signora Uggioni, però, ha più di un appunto da fare a questa ricostruzione. «Quando abbiamo telefonato al numero verde per capire perché ci avevano staccato la corrente – spiega – ci hanno detto chiaramente che era per quel miniconguaglio da 2,90 euro. E come l’Enel ben sa queste telefonate sono registrate e si può benissimo verificare cosa ci è stato detto».

Non finisce qui. «Volevamo pagare all’istante con la carta di credito per riavere la luce – spiega ancora – ma l’Enel ci ha detto che non si fidava. Quindi abbiamo dovuto aspettare l’indomani e farlo con bonifico»

La luce però tardava a tornare. «A quel punto siamo ritornati al Punto Enel ed è venuto fuori che mancava il pagamento di due vecchie bollette da 280 euro in tutto», spiega la signora Uggioni. «Peccato che io quelle bollette le avevo già pagate, e ne ho le prove visto che ho mandato subito il fax con codice e causale. Ma l’Enel, invece di accreditarmele nel conto per l’energia, me le ha messe in quello del gas».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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