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Duecento firme della Cgil contro i tagli al servizio

Duecento firme della Cgil contro i tagli al servizio

MASSA. C’è chi ha dovuto essere portato all’ospedale in ambulanza e ha scoperto, con raccapriccio, che quel servizio era diventato a pagamento. E c’è chi deve fare riabilitazione per sopravvivere e...

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MASSA. C’è chi ha dovuto essere portato all’ospedale in ambulanza e ha scoperto, con raccapriccio, che quel servizio era diventato a pagamento. E c’è chi deve fare riabilitazione per sopravvivere e adesso paga anche 60 euro. Sono tante le storie di un diritto alla sanità a singhiozzo a causa dei tagli ai finanziamenti ed è per protestare e chiedere un ritorno a un servizio più equo che ieri la Spi Cgil ha allestito un gazebo davanti al teatro Guglielmi.

Nonostante la giornata di pioggia, oltre duecento persone hanno firmato una petizione per chiedere al presidente della Regione, Enrico Rossi, e all’assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni, pochi ma indispensabili cambi di rotta: la revoca della sovrattassa sui farmaci in convenzione, sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali e sulle prestazioni di pronto soccorso. Chiedono anche al direttore generale dell’Asl di Massa-Carrara e alla conferenza dei sindaci di assumere il personale che serve a coprire i reali bisogni assistenziali e il potenziamento dei servizi territoriali e della continuità assistenziale.

«Da gennaio 2011 ad oggi sono stati tagliati 200 posti di lavoro tra infermieri, operatori sociosanitari e tecnici», spiega Valerio Musetti, responsabile sanità per la Cgil. «Questi tagli creano criticità su qualità dei servizi e lavoratori». Negli ultimi 5 anni, i governi Berlusconi e Monti hanno tagliato in tutto 30 miliardi alla sanità. «I servizi – spiega Musetti – sono al collasso. Noi vogliamo difendere la sanità pubblica».

Un esempio di quel che sta accadendo sul territorio apuano è quello del Sert di Carrara che è stato accorpato al centro alcologico. «Gli stessi operatori sono stati messi al servizio sia degli utenti del Sert che di quelli del centro alcologico ma questo è disagevole per tutti», spiega Fabio Bernieri, operatore sanitario al centro alcologico. «Possibile che non si siano trovati spazi per queste strutture?», si chiede.

Per il 2013 l’Asl ha previsto, tuttavia, l’assunzione di 10 medici per smaltire le liste d’attesa. «Nobile obiettivo, ma non servono solo loro: servono anche infermieri e tecnici che, però, non saranno assunti», lamenta Antonio Moriconi, infermiere all’ospedale di Carrara.

Infine, il problema della privatizzazione del servizio. «La legge stabilisce che le prestazioni debbano essere erogate per il 90 per cento dalle strutture pubbliche, e il resto in intramoenia, ma oggi accade il contrario», spiega Antonio Biliotto, tecnico della radiologia al distretto di Massa. Ma non aggiunge altro: una circolare vieta ai dipendenti di rilasciare dichiarazioni “antiaziendali”. Insomma, oltre alla beffa per i cittadini, neppure il diritto di critica per i dipendenti. (f.f.)

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