Sicurezza
«Al lavoro ma con il cuore spezzato»
A due settimane dall’uccisione di Marisa Morchi, la figlia Marina cerca di tornare alla normalità
CASTELNUOVO MAGRA. Mentre proseguono a ritmo serrato le indagini sul delitto di via Palvotrisia, la figlia di Marisa Morchi ha ripreso il lavoro presso la sede distaccata dell’ufficio anagrafe.
Marina Palma si è ripresentata allo sportello dal quale, la mattina di giovedì 14 marzo, si era allontanata provvisoriamente per la pausa pranzo, di fatto attesa, così come consuetudine, dalla madre per consumare assieme le cose che le aveva preparato.
«Sono tornata in ufficio - dice con un filo di voce Marina Palma - per tentare di riprendere una parvenza di vita normale, anche se tutto ciò è difficile da fare. Nel mio pensiero resta fissa l’immagine della mamma e, ancor più, il fatto che l’assassino non sia ancora stato identificato. Anche i miei figli hanno ripreso le loro attività dato che la vita deve andare avanti, pur con tutte le difficoltà del momento. Per quanto concerne le indagini, posso solo confermare di essere stata ascoltata più volte dagli inquirenti su quanto ho visto durante il ritrovamento del corpo di mia madre. Devono analizzare ogni più piccolo dettaglio, ne sono convinta, ma devo confessare di essere giunta a un punto critico. Siamo tutti stanchi e attendiamo fiduciosi che il lavoro dei carabinieri vada a buon fine. Certamente tutta questa attesa non ci aiuta a restare sereni, specialmente per il fatto di non poter ancora celebrare i funerali della mamma. Anche se nessuno dice niente di preciso, si avverte che i tempi saranno ancora lunghi prima di svolgere le esequie. Capisco bene che gli investigatori hanno bisogno di altro tempo, di ulteriori esami, di nuove comparazioni. Tutto utile per raggiungere lo scopo, ma, di certo, queste due settimane ci hanno messo alla frusta, me e i miei due figli, Luca e Matteo, il primo dei quali ha ripreso servizio in Marina Militare e l’altro è tornato agli studi».
Marina Palma parla d’un fiato. Si avverte che è tutt’altro che serena, anche se fa di tutto per farlo apparire. In lei l’innato bisogno di conoscere come si sono svolti i fatti in quella tragica mattinata di due giovedì fa, oltrechè di poter tornare alla quotidianeità.
Frattanto, sul fronte delle indagini, nessun commento ufficiale da parte degli inquirenti. Gli specialisti dei carabinieri sono tornati per la quarta volta nella casa degli orrori, in cerca di nuovi elementi per ricostruire, nei limiti del possibile, la terribile scena del massacro della 77enne Marisa Morchi, uccisa da un assassino ancora senza volto che poi, non sazio, ha infierito sul cadavere.
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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