Sicurezza
«Viabilità a pezzi a Licciana e frazioni»
L’ex consigliere comunale Serafino Altieri punta il dito sui pericoli causati da frane e voragini
LICCIANA NARDI. Neve e ghiaccio con il conseguente spargimento di sale associati alle abbondanti piogge hanno dissestato molte delle strade lunigianesi.
Tra queste come ci riporta l'ex consigliere comunale Serafino Altieri anche quelle del territorio di Licciana dove le strade «si aprono, si sgretolano, si disintegrano e franano».
In particolare si osserva che «il capoluogo e le frazioni di Braia e Bastia sono state le più colpite dagli ultimi acquazzoni ma comunque tutto il territorio è un sito emergenziale». Ne consegue il commento dell'ex consigliere «da sempre si vive in un'area ad alto rischio sismico e idrogeologico, i fiumi Taverone e Civiglia creano problemi nel fondo valle dove confluiscono nel Magra rendendo i territori adiacenti a rischio esondazione e infine i molteplici cedimenti franosi, che stanno iniziando a interessare le sedi stradali, abbassando notevolmente l’indice di sicurezza per i cittadini».
E da parte del «contribuente e cittadino Serafino Altieri» ecco le conseguenti critiche: «Mi sarei aspettato una sorta di mea culpa da parte degli amministratori che di certo sono sempre molto attivi a rincorrere le emergenze ma difettano, e non poco, nella fase di prevenzione che per inciso avrebbe un impatto economico pari ad un quinto di quello emergenziale. Un mea culpa che terrebbe conto dei milioni di euro per opere faraoniche mai ultimate o inutilizzate oppure altri milioni per ri-finianziare carrozzoni politici i cui dirigenti, nominati dai potentati politici locali, hanno beneficiato dei finanziamenti pubblici. Quasi non ci deve meravigliare, quindi, che possano accadere episodi devastanti come frane, alluvioni, allagamenti, incendi a Licciana come in tutto il territorio nazionale, certi che nessuno mai sarà chiamato a risponderne tanto, come tutti ben sappiamo, alla fine basta mettere le mani nelle solite tasche dei cittadini».
Altieri chiede quindi fatti concreti «quantificazione dei costi, reperibilità dei fondi e la tempistica per ripristinare i danni subiti dal territorio unitamente al piano d’azione di prevenzione che si intenda adottare per scongiurare nuovi episodi di questo genere ma, mi rendo conto, sarebbe chiedere troppo a questi nostri politici che sono ancora convinti che governare sia soltanto vincere le elezioni e non dirigere, essere responsabili e umili servitori dei cittadini e delle loro esigenze».
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