Il Tirreno

Tir bloccati, proteste e rabbia sulla provinciale di Quercia

Tir bloccati, proteste e rabbia sulla provinciale di Quercia

Nuovo caso di mezzi pesanti rimasti in panne nelle strette curve della via alternativa per Serricciolo i residenti segnalano il passaggio dei camion anche nelle ore notturne quando il transito è vietato

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AULLA. Non c'è pace a Serricciolo e dintorni dopo il crollo del ponte, avvenuto lo scorso 11 novembre. Infatti, ieri mattina presto un tir è rimasto in panne sulla provinciale 19 di Quercia e Olivola, a ulteriore dimostrazione che quella strada è tutto fuorché adatta al transito del traffico pesante. Del resto, però, vie alternative non ce ne sono, quindi i malcapitati camionisti sono costretti a percorrerla per raggiungere le cartiere e le attività produttive della Lunigiana orientale, anche perché l'altro percorso alternativo, rappresentato dalla provinciale 13 di Canova di Aulla e di Ceserano di Fivizzano, è assolutamente improponibile.

Sfortunati i camionisti lo sono senz'altro, ma anche gli automobilisti non se la passano tanto meglio, costretti a tempi di percorrenza superiori per raggiungere il posto di lavoro, con un maggiore consumo di carburante, ed esposti a rischi, vista la forzata convivenza con i tir che transiterebbero anche fuori dagli orari previsti, quindi di notte, come denuncia chi risiede lungo la 19: si tratta di una abitudine che non dovrebbe essere consentita, almeno sulla carta, visto che il transito dei tir, sempre sulla carta, è permesso soltanto in determinate fasce orarie diurne e sotto scorta.

Ma di notte, evidentemente, non è così semplice tenere sotto controllo la situazione. Magari qualche telecamera a visione notturna aiuterebbe, ma ad Aulla capoluogo, a quanto pare, non funzionano nemmeno quelle installate, quindi è meglio non chiedere troppo. Inoltre, una crepa nell'asfalto si starebbe ingrandendo sulla provinciale 19 nelle vicinanze di Olivola, ingenerando apprensione nei residenti e in chi vi transita sulle quattro ruote. Una cosa è certa: se ci fosse il tanto invocato guado, tutti questi disagi non esisterebbero, ma ormai è fine marzo, il tempo passa, la speranza di averlo anche.

Nel frattempo, il comitato “Ponte 63”, nato a seguito del crollo del ponte e che non si è mai arreso, annuncia che proprio oggi chiederà al consiglio comunale aullese di intervenire sulla questione guado e sulla situazione che si è generata dopo il crollo del ponte. Ricordiamo, infine, che starebbero emergendo problemi nei lavori di realizzazione del nuovo ponte a Serricciolo, problemi legati al fatto che gli operai, negli scavi nel letto del torrente Aulella, non starebbero trovando la roccia indispensabile per poggiarvi i micropali.

A sostenerlo, nei giorni scorsi, era sempre il comitato “Ponte 63”, secondo cui le condizioni del terreno non corrisponderebbero a quelle emerse in sede di perizia geologica: «La roccia per appoggiare i micropali è spesso molto più in basso rispetto alla quota prevista – scriveva il comitato – e a volte nemmeno c’è, costringendo la squadra ad eseguire più perforazioni e molto più profonde. A ciò si aggiungono i ritardi dovuti alle avverse condizioni meteorologiche». (g.u.)

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