Il Tirreno

«Fondo affittato a 800 euro, lievitato a 1500»

L’assessore Traversi: un esempio del problema di rilancio che esiste nel centro storico

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CARRARA. Rilanciare il centro storico di Carrara tramite un incentivo all’apertura di nuove attività e al ripopolamento: una priorità, secondo l’assessore Fabio Traversi, perché questo costituisce uno dei primi problemi della città. Di questo si è parlato nell’ultima commissione lavori pubblici dedicata al “piano del colore”.

«Non si tratta semplicemente di ridipingere le facciate del centro storico – sottolinea Traversi –ma è necessario avviare una serie di strumenti urbanistici, di modo che, una volta posizionate le impalcature si proceda anche a interventi strutturali come, ad esempio la coibentazione». Una revisione completa insomma che, per essere realizzata dovrà naturalmente vedere il coinvolgimento dei proprietari nei confronti dei quali l’amministrazione sembra orientata a studiare strumenti adeguati, quali possibili sgravi fiscali o premi finalizzati al recupero degli immobili. Un programma tutto da definire insomma, per il quale il contributo della Regione si fermerà a sostenere il Comune nella stesura del progetto.

Un intervento, quello discusso in commissione, che riporta in primo piano anche il problema dei fondi sfitti, dei quali Traversi afferma di aver iniziato, insieme ai tecnici comunali, il censimento. «Si tratta, anche in questo caso del rilancio del centro – puntualizza –ma anche di decoro urbano quindi, se in un primo tempo sproneremo i proprietari dei fondi a provvedere ad un mantenimento adeguato, in seguito li forzeremo a farlo». In una parola: “se non vuoi affittare il fondo ad un prezzo concorrenziale, devi comunque mantenerlo decorosamente”. Questo perché, in effetti, gli affitti sarebbero davvero troppo alti per chi, coraggiosamente dato il momento di crisi, sarebbe propenso ad avviare un’attività. E l’idea quindi è quella di proporre affitti di avviamento, soprattutto per i giovani: nei primi tre anni proporre un prezzo abbordabile da poter rivedere in seguito, una volta appurato che l’attività ha ingranato. «Se ciò non avviene infatti – afferma ancora Traversi, – è l’affittuario per primo ad andarsene, ma non possono più ripetersi casi come quello di cui sono venuto a conoscenza: in un fondo l’affitto era fissato a 800 euro mensili e, improvvisamente, è lievitato a 1500. Credo che un atteggiamento simile sia controproducente per tutti, dato che l’affittuario ha chiuso l’attività, ma anche il proprietario si è trovato con un immobile per il quale non riceveva più neppure la cifra iniziale».

Barbara Monaco

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